Il giovane attore è nel cast di Celestino V – L’eremita che diventò Papa e conquista il pubblico con lo spot Nutella Croissant. Dalla gavetta a Roma al legame viscerale con la sua terra: «Mi piacerebbe raccontare una Calabria di poesia, lontana dagli stereotipi»
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La Calabria continua a formare e regalare straordinari talenti al mondo della recitazione e dello spettacolo. Tra i volti più interessanti e promettenti della nuova generazione spicca Antonio Greco, giovane attore originario di Taurianova che si sta ritagliando uno spazio di primo piano nel panorama audiovisivo nazionale.
Cresciuto nella piana di Gioia Tauro, Greco ha scoperto giovanissimo la passione per la recitazione, muovendo i suoi primi passi artistici proprio in terra calabrese grazie all'incontro con i maestri locali che ne hanno segnato la prima formazione. Il forte desiderio di perfezionarsi e mettersi alla prova lo ha poi spinto a trasferirsi a Roma, dove ha intrapreso un percorso di studio rigoroso fatto di provini, sacrifici e la determinazione tipica di chi non dimentica le proprie radici. Una tenacia che lo ha portato gradualmente a farsi notare da registi e casting director, alternando ruoli in produzioni televisive, cinematografiche e importanti campagne pubblicitarie nazionali.
Oggi per il giovane artista taurianovese arriva un nuovo e prestigioso traguardo: fa parte del cast di "Celestino V - L'eremita che diventò Papa", la nuova importante produzione d'epoca in arrivo prossimamente sulle reti Rai. Il docufilm, diretto da Edoardo Re, è stato presentato in anteprima ufficiale all’Aquila lo scorso 30 settembre 2026 in occasione della 78ª edizione del concorso internazionale Prix Italia. Un’opera intensa ed evocativa che ripercorre la vicenda di Pietro da Morrone, il monaco eremita salito al soglio pontificio nel 1294. Nella pellicola Greco veste i panni di Tommaso d'Ocre, recitando al fianco di un gigante del cinema italiano come Michele Placido, che presta il volto a Celestino V.
Dai ritiri spirituali a lume di candela per prepararsi al ruolo, alla cena a base di vino e pomodori con Michele Placido, fino al successo dello spot tv per Nutella: abbiamo intervistato il giovane talento taurianovese per farci raccontare emozioni, retroscena e il legame viscerale con la sua terra.
Sei un attore calabrese: quanto hanno influenzato le tue radici e la tua terra la tua sensibilità artistica e il tuo modo di recitare?
Dannatamente tanto ma incoscientemente. Ho sempre lavorato con la pancia anziché con la testa e credo sia dovuto ad una mia/nostra deformazione meridionale. Viscerale, passionale e romantica e, per questo, estremamente tenera.
In una produzione Rai di prossima uscita dedicata a Papa Celestino V, quale personaggio interpreti e come ti sei preparato per un film così importante?
In “Celestino V” vesto i panni di Tommaso D’Ocre, il figlio spirituale di Pietro dal Morrone, suo fedelissimo compagno di vita e proclamato da egli stesso cardinale.
Ho cominciato a prepararmi ancora prima di essere scelto per il ruolo, già dalla fase dei provini. Per un mese ho mangiato come un frate del 1200, ho camminato moltissimo e visitato quanti più monasteri possibili. In casa usavo le candele al posto delle lampadine e il mio costante sottofondo musicale erano dei canti gregoriani. È stato molto stancante ma tanto curioso e divertente.
Com’è stato lavorare a questa produzione Rai? C’è un episodio o un momento particolare, su questo o su altri set, che ricordi con più emozione?
Sono molto affezionato alla produzione di questo film. Ci siamo incontrati sul set di una serie tv che ho fatto nel 2023 e da allora camminiamo quasi sempre insieme. “Celestino V” è stata per tutti noi un’opera molto importante. Ci legava la stanchezza e la gioia di stare sulle montagne della Maiella. Difficile scegliere un momento ma ricordo con grande affetto una cena a due con Michele Placido. Abbiamo parlato di tutto fuorché di lavoro. Abbiamo parlato di pomodori, olio e del vino rosso che si può bere anche se si è a dieta.
In questi giorni sei tra i protagonisti dello spot Nutella Croissant. Che effetto fa entrare nelle case degli italiani attraverso la televisione e quanto è diverso recitare per uno spot rispetto al cinema?
Ho ricevuto più telefonate da quando è uscito lo spot della Nutella che nel giorno del mio compleanno. I miei conterranei sono in festa. L’effetto che mi fa è come una carezza da tutti loro. È diverso che recitare al cinema, si. Dal mio punto di vista gli spot sono molto più semplici. Per questo preferisco il cinema.
Dai primi passi nella recitazione alle esperienze professionali di oggi, quali sono state le tappe decisive del tuo percorso e le difficoltà che ti hanno aiutato a crescere?
I miei primi maestri in Calabria sono stati fondamentali, da subito mi hanno fatto capire che nessuno mi avrebbe regalato niente. Poi l’approdo a Roma, un passo che tanto sognavo ma dove ho ricevuto i primi veri “no.” Chi ti rifiuta ti aiuta a crescere più di chi ti accoglie. L’importante è non mollare mai ed essere gentili. Prima o poi arriva tutto.
Il cinema ti porta spesso lontano dalla tua terra, ma senti di lasciarla mai davvero? Ti piacerebbe interpretare un ruolo o partecipare a una produzione capace di raccontare la Calabria in una veste nuova, lontana dagli stereotipi?
Cito Andrea Di Consoli: ‘provinciale ci muori’. Posso vincere sette Oscar e trasferirmi a Los Angeles ma alla sera, stendendo le gambe, dirò sempre “Manchicani chi jornata”.
Se dovessi interpretare un personaggio calabrese mi piacerebbe che fosse una storia di poesia piuttosto che di violenza. Tanto c’è violenza anche nella poesia, solo ha conseguenze diverse. Una storia come quella di Corrado Alvaro, per esempio. Mio padre potrebbe addirittura accennare un sorriso.
Dalla Calabria ai set nazionali, Antonio Greco continua a inseguire il suo sogno senza perdere la propria voce. E chissà che un giorno non sia proprio una storia di Corrado Alvaro a consacrarlo sul grande schermo. Suo padre, forse, stavolta sorriderebbe davvero.

