A un anno dalla scomparsa della giovane, una serata di memoria unirà familiari, amici e colleghi. Il premio destinato a un liceale trasformerà il suo esempio in un'opportunità concreta per le nuove generazioni
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Ci sono ricordi che non si fermano alla nostalgia, ma diventano gesti concreti capaci di guardare al futuro. È con questo spirito che il prossimo 23 luglio, alle ore 21, davanti alla Madonnina di Cariati, la comunità si ritroverà per ricordare Valeria Ferrari, nel giorno in cui avrebbe compiuto 40 anni.
Sarà una cerimonia carica di emozione, voluta dalla famiglia e condivisa da quanti hanno conosciuto e amato Valeria, scomparsa il 27 giugno 2025 dopo una battaglia di sei mesi contro una sindrome emofagocitica, una rarissima e aggressiva patologia che, nonostante le cure sperimentali tentate al Policlinico Sant'Orsola di Bologna, non le ha lasciato scampo.
L'iniziativa rappresenta un nuovo capitolo di una storia che, nonostante il dolore, continua a generare solidarietà. Alla commemorazione prenderanno parte anche i rappresentanti del Caf Acli di Bologna, l'agenzia dove Valeria lavorava e che ha scelto di essere presente per testimoniare il segno umano e professionale lasciato dalla giovane all'interno dell'ambiente lavorativo.
Il momento più significativo della serata sarà la consegna di una borsa di studio destinata a uno studente o una studentessa del Liceo Scientifico frequentato da Valeria. Un riconoscimento che vuole trasformare il suo ricordo in un'opportunità concreta per le nuove generazioni, affinché il suo nome continui a essere associato alla crescita, allo studio e alla speranza.
La vicenda di Valeria ha profondamente colpito non solo Cariati, ma anche Bologna, città in cui viveva con il compagno. Tutto era iniziato nei primi mesi del 2025 con una febbre improvvisa e una lunga serie di esami che, solo dopo settimane di incertezza, avevano portato alla diagnosi di sindrome emofagocitica, una malattia rarissima per la quale non esiste una terapia standard. Dopo un primo miglioramento e le dimissioni dall'ospedale, una ricaduta improvvisa all'inizio di giugno aveva reso vano ogni ulteriore tentativo terapeutico, fino al decesso avvenuto il 27 giugno.
Da quella perdita, però, la famiglia ha scelto di costruire qualcosa che potesse continuare a dare speranza. Pochi giorni dopo la scomparsa, il fratello Vincenzo aveva promosso una raccolta fondi destinata alla Fondazione Policlinico Sant'Orsola, impegnata nella ricerca e nella cura delle malattie rare. L'iniziativa nasceva proprio dall'esempio di Valeria, che già in vita sosteneva la Fondazione con le proprie donazioni. Anche il Caf Acli di Bologna aveva aderito all'iniziativa organizzando una celebrazione in sua memoria e raccogliendo ulteriori contributi da destinare alla ricerca.
La cerimonia del 23 luglio si inserisce quindi in un percorso che unisce memoria e impegno civile. Non sarà soltanto un momento di raccoglimento, ma anche il simbolo di una comunità che ha deciso di custodire il ricordo di Valeria trasformandolo in un'eredità positiva.
Per una sera, davanti alla Madonnina, Cariati non ricorderà soltanto una giovane donna scomparsa troppo presto. Ricorderà il suo sorriso, la sua generosità e quella capacità di prendersi cura degli altri che, come raccontano familiari e amici, l'ha accompagnata fino agli ultimi giorni della malattia. E lo farà nel modo che probabilmente più le sarebbe piaciuto: offrendo a un giovane la possibilità di costruire il proprio futuro e continuando, allo stesso tempo, a sostenere la ricerca perché altre famiglie possano un giorno non vivere lo stesso dolore.


