Un momento di confronto tra studenti e istituzioni per approfondire il significato delle manifestazioni, chiarire i dubbi legati agli scioperi e promuovere una partecipazione consapevole e pacifica. È l’iniziativa che si è svolta questa mattina a Palazzo Sanseverino-Falcone, ad Acri, nell’ambito del programma di manifestazione promosso dai ragazzi, nel contesto delle mobilitazioni legate al caro vita e alle difficoltà che interessano le giovani generazioni. La giornata è stata pensata come un’occasione di dialogo e approfondimento, con l’obiettivo di accompagnare gli studenti nella comprensione degli strumenti di partecipazione democratica e del valore delle proteste pacifiche, puntando sull’educazione e sul confronto diretto con i rappresentanti delle istituzioni.

«Questa giornata l’abbiamo voluta inserire all’interno del nostro programma di manifestazione per delucidare i dubbi dei ragazzi dovuti alla manifestazione e agli scioperi, giocando sull’educazione e sulle manifestazioni pacifiche ed educative», è la motivazione alla base dell’incontro. Al tavolo del confronto, per le istituzioni, hanno partecipato il sindaco di Acri, Pino Capalbo, l’assessore alla Cultura, Mario Bonacci, e il consigliere comunale di opposizione Nicola Feraudo.

A rappresentare il mondo studentesco e a curare l’organizzazione dell’iniziativa sono stati Francesco Falcone, attuale rappresentante d’istituto, Salvatore Scaglione, rappresentante alla Consulta provinciale, e Giulia Nicoletti, anch’essa rappresentante d’istituto. Presenti inoltre Davide Rosella, con il ruolo di mediatore esterno tra le diverse istituzioni per favorire il dialogo ed evitare contrapposizioni politiche, e Riccardo Galasso, incaricato della comunicazione e della verbalizzazione della giornata. L’incontro si inserisce nel percorso di mobilitazione degli studenti di Acri, che attraverso cortei e iniziative intendono portare l’attenzione sulle questioni che riguardano i giovani e le ricadute del caro vita. Accanto alle rivendicazioni, emerge così la volontà di approfondire anche il significato della partecipazione pubblica, affinché la protesta possa tradursi in un’occasione di crescita civica, dialogo e responsabilità.