Post celebrativi, la maglietta con l’effige della manager e una petizione per evitarne il trasferimento: all’Azienda ospedaliera la linea tra affetto personale e istituzione si fa fin troppo sottile. E dire che solo un anno fa l’ente chiedeva ai dipendenti «decoro» nell’abbigliamento
Tutti gli articoli di Attualità
PHOTO
Nell’azienda ospedaliera in cui esattamente un anno fa il «decoro» nell’abbigliamento e nel comportamento del personale (anche al di fuori dell’orario di lavoro) sembrava una regola sacra e imprescindibile, succede che a distanza di pochi mesi una dipendente pubblichi senza troppe remore sui social selfie che la ritraggono con una effige del commissario straordinario, Simona Carbone, stampata sulla T-shirt.
L’esternazione social travalica la semplice attestazione di stima, pur legittima, nei confronti del proprio datore di lavoro e sembra quasi sfociare in una dedica “affettuosa” per la manager della Dulbecco, suonata sulle note della popolare canzone d’amore di Eros Ramazzotti “Più bella cosa”. Nulla di male, se non fosse che ad inizio dello scorso anno proprio il management dell’azienda ospedaliera universitaria ci avesse tenuto a diramare una rigida circolare interna che pretendeva di dettare norme in materia di comportamenti e abbigliamento sul personale dipendente. Per citare uno stralcio del regolamento, poi ritirato a seguito del clamore delle polemiche, ad esempio si raccomandava «l’importanza di mantenere un abbigliamento e un comportamento dignitoso anche al di fuori dell’orario di lavoro e quando non si indossa la divisa».
In un altro post, risalente al periodo pre-natalizio, appare sempre con la T-shirt che raffigura il volto del commissario Carbone che ringrazia «per il suo supporto e la sua guida». Le pubblicazioni sono state successivamente rimosse dai social ma la stima nei confronti della manager sanitaria è di recente riemersa pubblicamente in altre forme. È infatti riconducibile alla dipendente della Dulbecco, Manuela Costanzo, che ricopre anche l’incarico di consigliera comunale a Catanzaro, l’attivismo nel raccoglier firme tra i corridoi di Palazzo De Nobili per impedire il paventato trasferimento della manager altrove.
Il comunicato, divulgato nella giornata di ieri dal Comune di Catanzaro, è stato sottoscritto da tutti i componenti della civica assise ma più d’uno, dopo il clamore suscitato dal contenuto della nota, pronto a giurare che si sia trattato solo di una svista più che di una adesione convinta. Il testo già preconfezionato è stato sottoposto ai consiglieri che – così si mormora – l’hanno firmato in buona fede ma senza soffermarsi troppo sul contenuto.
In sintesi, il documento mira a blindare la permanenza del commissario straordinario, Simona Carbone, al secondo piano di Madonna dei Cieli. E contiene una precisa richiesta indirizzata al presidente della Regione Calabria e commissario ad acta: «Prorogare l’intero management dell’azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro per non interrompere la fase di maggiore operatività già in corso e garantire la continuità del percorso d’integrazione dei presidi Pugliese-Ciaccio e Mater Domini».
Un’istanza ritenuta dai più, ma ormai solo all’indomani della pubblicazione, esorbitante rispetto le legittime prerogative dell’assemblea comunale, ma evidentemente motivata, al fondo, da un eccesso di stima.


