Si sono presentati in tanti questa mattina a Piazza Loreto per il corteo regionale: almeno 5mila tra giovanissimi stridenti, docenti universitari, agricoltori, piccoli imprenditori, attivisti e sindacalisti. Tra i volti noti la parlamentare del M5S Anna Laura Orrico. Cosenza si è trasformata nel fulcro dello sciopero generale proclamato dall’Usb (Unione Sindacale di Base) per tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. Una mobilitazione nazionale nata per denunciare l’impennata dei prezzi (con il carburante oltre i 2 euro al litro, l’inflazione galoppante e il carrello della spesa fuori controllo, ndr) a fronte di salari e pensioni bloccati da anni. Al centro della protesta vi è la denuncia contro le politiche del governo Meloni, accusato di favorire banche e compagnie petrolifere e di destinare decine di miliardi al riarmo e alla spesa bellica anziché ai servizi sociali, alla scuola e alla sanità.

La crisi strutturale in Calabria: sanità e trasporti al collasso

Nel contesto calabrese, la crisi economica assume tinte quasi drammatiche come hanno testimoniato i blocchi di agricoltori e allevatori delle scorse settimane. Categorie che rigettano con sdegno ogni associazione alla ‘ndrangheta. «Il sistema sanitario regionale, segnato da anni di commissariamenti e privatizzazioni - si legge nel volantino di presentazione del corteo - nega il diritto fondamentale alla cura attraverso ospedali smantellati, liste d’attesa interminabili e pronto soccorso sguarniti che alimentano la drammatica piaga dell'emigrazione sanitaria. Parallelamente, il settore dei trasporti versa in uno stato di abbandono strutturale, con infrastrutture obsolete e corse tagliate che isolano i territori penalizzando studenti, pendolari e cittadini».

L'alleanza sociale: studenti, agricoltori e precari contro le politiche governative

Il corteo di Cosenza ha visto convergere le istanze di un intero territorio. Al fianco di lavoratori e lavoratrici sfilano da stamattina gli studenti calabresi, un'intera generazione segnata dalla precarietà, dalla mancanza di prospettive e dalla risposta securitaria del Governo ai movimenti giovanili.
La manifestazione registra inoltre la forte adesione del Movimento Territorio Agricoltura (MTA), sceso in piazza con i propri mezzi agricoli insieme ai presidi arrivati da Falerna, Pizzo, Spezzano Albanese, Castrovillari e San Marco. Gli agricoltori denunciano di essere schiacciati dal caro-carburanti e dalle speculazioni della grande distribuzione, mentre permane irrisolta la vertenza dei tirocinanti TIS, che continuano a garantire i servizi essenziali nella Pubblica Amministrazione senza un vero piano di assorbimento contrattuale.


La piazza calabrese unisce infine la voce contro la militarizzazione dei territori, con il monito sul rischio di asservimento dello snodo di Gioia Tauro alle logiche di guerra, rivendicando con forza il controllo dei prezzi, il recupero del potere d'acquisto di salari e pensioni e il ritorno della spesa pubblica verso i diritti sociali e il lavoro.

A Cosenza, intorno a mezzogiorno, i manifestanti sono riusciti ad occupare un tratto di A2 subito dopo lo svincolo di Cosenza Sud. Le forze dell’ordine non sono intervenute permettendo il simbolico gesto dei partecipanti allo sciopero generale.