Investire in Calabria quando in pochi erano disposti a credere nella possibilità di costruire un grande progetto editoriale. Formare giovani giornalisti, dare spazio al talento, raccontare la bellezza dei territori e affrontarne senza reticenze le contraddizioni. Negli interventi di Domenico Maduli, imprenditore della comunicazione, editore e fondatore di LaC Network, e Franco Laratta, direttore responsabile di LaC News24, la nona edizione del Premio Radici ha trovato uno dei suoi momenti più significativi: una riflessione sul ruolo dell’informazione nella crescita di una regione e sul valore di chi sceglie di mettere a disposizione della propria terra risorse, esperienza e passione.

Premiati ieri al Teatro Alikia di Cirò Marina, nel corso della manifestazione promossa da Francesca Gallello, insieme alla sezione cittadina di Radici presieduta da Michele Sabato e a Veliero APS, Maduli e Laratta hanno consegnato alla platea il racconto di un’esperienza professionale e umana. Un percorso nel quale il legame con le origini diventa una responsabilità quotidiana: costruire opportunità, far crescere competenze e offrire alla Calabria strumenti per conoscersi e farsi conoscere.

Laratta: una redazione che diventa scuola, un mestiere che continua a entusiasmare

Nel suo intervento, Franco Laratta ha descritto l’esperienza alla guida di LaC come una stagione particolarmente intensa della propria vita professionale. Nel racconto della quotidianità del giornale sono emersi il lavoro condiviso, il confronto tra generazioni e l’entusiasmo di una redazione nella quale tanti giovani stanno trovando la possibilità di misurarsi con il mestiere.

Un network che, nelle parole del direttore, assume anche il valore di una scuola, di un’accademia sul campo: un luogo dove imparare a cercare una notizia, comprenderne il significato, verificarla e restituirla al pubblico. La guida giornalistica e l’esperienza imprenditoriale concorrono così a un progetto nel quale la crescita della testata procede insieme a quella delle persone che vi lavorano.

Laratta ha sottolineato l’importanza dell’unità di intenti con l’editore, indicando nel rapporto di fiducia e nella condivisione degli obiettivi uno degli elementi che hanno accompagnato i risultati e la forte crescita registrata dal network nell’ultimo anno. Una collaborazione che alimenta il lavoro quotidiano e permette di affrontare le trasformazioni di un settore nel quale strumenti, linguaggi e abitudini del pubblico cambiano continuamente.

La velocità imposta dai social è stata uno dei temi richiamati dal direttore. L’informazione è chiamata a stare al passo con un flusso incessante di contenuti, ma proprio questa accelerazione rende ancora più importante il ruolo del giornalismo: selezionare, approfondire, spiegare e offrire elementi di comprensione.

In questo scenario, una redazione strutturata può fare la differenza. La capacità di raggiungere un pubblico ampio acquista valore quando si accompagna alla conoscenza dei territori, all’attendibilità delle notizie e alla possibilità di dare continuità alle storie, seguendole oltre il momento in cui attirano l’attenzione.

Nel racconto di Laratta, LaC è anche uno spazio attraverso il quale mostrare le professionalità, le risorse e le bellezze della Calabria, utilizzando la televisione e il giornale digitale per avvicinare pubblici diversi. Un lavoro che porta con sé un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: la regione ha bisogno delle loro competenze e deve saper offrire ragioni concrete per restare o tornare.

L’entusiasmo descritto dal direttore nasce proprio da questa possibilità: vedere giovani professionisti crescere, assumersi responsabilità e contribuire ogni giorno a un progetto che parla della loro terra.

«Una discesa in campo del network e di Maduli? No, non è così»

A margine della premiazione abbiamo chiesto al direttore Laratta se il successo dei network possa dare fiato a voci che parlano di una discesa in campo del network LaC con il presidente Maduli. La risposta è stata netta: «No, non è così. Queste sono letture molto banali, forse scontate da parte di chi è abituato a certe logiche. Posso garantire che i tanti riconoscimenti e premi che arrivano al nostro network e all'editore, e in questo caso anche a me, sono sono l'espressione di una cultura - la nostra - che è quella di dare un'immagine positiva della Calabria, ma anche quella di impegnarci a superare i problemi, indicare strade, dare spazio alle voci, alle proposte e alle idee di tutti. Nessuno è mai stato escluso dal nostro network: nessuna idea, nessun portatore di interessi sani».

«Il presidente Maduli – ha spiegato ancora Laratta – è stato e sarà sempre una guida di questo gruppo editoriale, ma anche un riferimento per la Calabria migliore. Continua a essere impegnato come tutti coloro che sono consapevoli di quanto questa regione abbia bisogno di rinascere e di vivere una nuova primavera. Ma non ci sono altri obiettivi né altre finalità se non quelle di dare una mano a questa terra».

Maduli: credere nella Calabria, investire e dare voce ai territori

Domenico Maduli ha ripercorso le ragioni di una scelta imprenditoriale vissuta come una missione. Ha ricordato lo scetticismo che accompagnava l’idea di far nascere in Calabria una realtà televisiva e giornalistica capace di affermarsi e crescere. Proprio quelle difficoltà, nel suo racconto, hanno rafforzato la determinazione a proseguire.

Il punto di partenza è stato Vibo Valentia, la sua terra. Da quelle radici ha preso forma un progetto sostenuto da investimenti rilevanti e progressivamente articolato in più strutture sul territorio regionale, con l’obiettivo di raccontare la Calabria da vicino, nelle sue diverse realtà.

Un investimento economico, ma anche una scelta di fiducia nelle persone e nelle possibilità della regione. Maduli ha riconosciuto il contributo di Laratta alla crescita dell’informazione del network, valorizzando il lavoro condiviso e la capacità di accompagnare le nuove energie professionali.

Nel suo intervento ha rivolto un richiamo anche alla classe dirigente, invitandola a guardare al futuro con maggiore fiducia e a confrontarsi con la modernità. Promuovere la Calabria richiede visione, conoscenza dei mezzi di comunicazione e linguaggi capaci di raggiungere interlocutori diversi. Significa comprendere come cambiano il pubblico, i mercati e il modo in cui un territorio viene percepito.

La comunicazione diventa così parte della sfida dello sviluppo: può rendere riconoscibili esperienze, imprese e competenze che rischiano di rimanere poco conosciute, creando occasioni di incontro con il resto del Paese e con il mondo.

Maduli ha rivendicato con orgoglio il percorso compiuto, soffermandosi sulla scelta di raccontare le eccellenze calabresi e, insieme, di affrontare apertamente ciò che non funziona. Ha richiamato i programmi dedicati ai territori e l’attenzione riservata a questioni delicate, comprese le inchieste sulla criminalità organizzata.

È in questa ampiezza di sguardo che si colloca la volontà, ribadita dall’editore, di dare voce a tutti. Un’informazione vicina alle comunità deve saper ascoltare le esperienze di successo e le richieste di chi incontra difficoltà, portando nel dibattito pubblico anche problemi e domande che attendono risposte.

Le radici come responsabilità verso il futuro

Particolarmente coinvolgente il passaggio dedicato al rapporto con la Calabria. Sollecitato anche dalle considerazioni di Francesca Gallello, che ne ha evidenziato il contributo al territorio, Maduli ha restituito alla platea il senso di un’appartenenza profonda.

Nel suo intervento, le radici sono emerse come origine delle scelte e ragione per continuare a investire. Un legame che si traduce nel desiderio di far crescere il progetto editoriale, ampliare le opportunità e contribuire a una rappresentazione della Calabria capace di mostrarne la ricchezza umana, culturale e produttiva.

Il tono personale e partecipe del racconto ha dato forza a questo messaggio. La fiducia nella regione si misura anche nella disponibilità a impegnarsi nel tempo, affrontare gli ostacoli e mettere le proprie capacità al servizio di un progetto che coinvolge altre persone.

Ringraziando l’associazione per l’invito e il riconoscimento, Maduli ha infine valorizzato le personalità premiate. Dare risalto alle eccellenze, ha sottolineato, permette di rendere visibile quanto di buono esiste in Calabria e di offrire esempi ai quali guardare.

Gli interventi di Maduli e Laratta hanno così riportato al centro il significato del Premio Radici: riconoscere percorsi che possono diventare un riferimento per la comunità. Nel loro caso, la sfida passa attraverso l’informazione, la formazione e gli investimenti. Attraverso un giornalismo che sappia raccontare questa terra con competenza e libertà, e un’impresa che continui a credere nelle sue possibilità.

Perché il futuro della Calabria ha bisogno anche di questo: persone disposte a investirvi, giovani messi nelle condizioni di crescere e voci capaci di farne conoscere il valore.