Dieci giorni di incontri, testimonianze, musica e confronto sui grandi temi delle migrazioni, dei diritti umani, dell’accoglienza e dell’inclusione. È stata presentata nel suggestivo Giardino dei Giusti di Rota Greca la XV edizione del Festival delle Migrazioni di Acquaformosa, promosso dall’Associazione Don Vincenzo Matrangolo e in programma dal 21 al 30 agosto 2026.

Una manifestazione che, nel corso degli anni, è diventata un appuntamento di riferimento non soltanto per il territorio cosentino, ma per il dibattito nazionale sui fenomeni migratori e sulle politiche di accoglienza. Anche quest’anno il Festival coinvolgerà numerosi comuni dell’area, trasformandosi in una sorta di itinerario culturale e civile attraverso comunità, esperienze e territori diversi.

A moderare l’incontro di presentazione è stato il giornalista Francesco Cangemi. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del sindaco di Rota Greca Giuseppe De Monte e di Maria Ida Barbuto, coordinatrice del progetto SAI di Cerzeto.

Palestina, migrazioni e nuove frontiere

Tra gli interventi della serata quello di Lidia Vicchio, avvocato e vicepresidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo, che ha posto l’attenzione sulla situazione in Palestina e sulle nuove sfide legate ai fenomeni migratori.

Partendo anche dalle immagini dei recentissimi eventi di Ceuta, Vicchio ha evidenziato le conseguenze delle politiche di chiusura delle frontiere e le crisi umanitarie che continuano a interessare il Mediterraneo e i confini europei. Un tema che sarà centrale anche nell’apertura ufficiale del Festival, il 21 agosto a San Sosti, con una serata dedicata alla questione palestinese.

I “Quaderni del Festival”: lasciare una traccia delle esperienze

Tra le principali novità dell’edizione 2026 ci sono i “Quaderni del Festival delle Migrazioni”, una raccolta destinata a conservare contributi, riflessioni e testimonianze degli ospiti e dei protagonisti delle diverse iniziative.

L’obiettivo è quello di trasformare il patrimonio di discussioni e di esperienze prodotto durante il Festival in una “traccia tangibile”, capace di andare oltre le singole giornate della manifestazione.

A sostenere il progetto contribuiranno anche i ricavi della vendita dei materiali promozionali illustrati dal vignettista Fabio Magnasciutti.

Il Festival diventa anche un documentario

Un’altra importante novità riguarda la presenza della troupe impegnata nella realizzazione del documentario “Lo Spirito dell’Utopia”, diretto da Cristina Mantis e finanziato da Fondazione Con il Sud e Apulia Film Commission.

Il film racconterà il Festival attraverso la partecipazione delle comunità coinvolte e proverà a restituire il valore culturale e sociale che la manifestazione ha assunto nel corso degli anni. Al centro ci sarà anche il ruolo delle realtà locali nella costruzione di percorsi di accoglienza, inclusione e partecipazione.

Migrazioni e politica: il tema della “remigrazione”

Sul rapporto tra migrazioni e politica è intervenuto il professor Walter Greco, dell’Università della Calabria, che ha analizzato alcune delle dinamiche emergenti nel dibattito pubblico contemporaneo.

Tra gli argomenti affrontati anche il concetto di “remigrazione”, le trasformazioni dell’opinione pubblica e la crescita di sentimenti di intolleranza e discriminazione. Una riflessione che si inserisce nel più ampio confronto sulle trasformazioni politiche e sociali che stanno attraversando l’Europa.

“Resistenza. ArMIAMOCI”: il tema della XV edizione

A chiudere la presentazione è stato Giovanni Manoccio, presidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo, che ha illustrato il tema scelto per questa XV edizione: “Resistenza. ArMIAMOCI”.

«Non resilienti, ma resistenti», ha sottolineato Manoccio, richiamando il significato politico e civile della parola “resistenza” e il legame con i principi fondamentali della Costituzione italiana.

Il riferimento è alla necessità di difendere diritti che, secondo Manoccio, appaiono sempre più esposti a rischi e arretramenti: dal diritto di voto alla sanità pubblica, fino alla tutela dei diritti dei lavoratori.

Una scelta tematica che punta dunque a trasformare il Festival in uno spazio di discussione non soltanto sulle migrazioni, ma più in generale sulla capacità delle comunità di reagire alle trasformazioni sociali e di difendere diritti e valori democratici.

Il programma: sette comuni coinvolti

Il Festival prenderà il via venerdì 21 agosto a San Sosti, con una serata dedicata alla questione palestinese. Saranno presenti Erminia Rizzi e Dario Belluccio di ASGI, Roberto Ventrella di Global Sumud Flotilla, l’autore palestinese Fares, autore del libro I Didn't Die, e l’attivista Ghada Shihadeh.

Il 22 agosto a Vaccarizzo Albanese il focus sarà invece sul contrasto al caporalato. Al confronto parteciperanno Andrea Laguardia, vicepresidente Legacoop Produzione e Servizi, Celeste Logiacco, segretaria regionale CGIL Calabria, Francesco Di Pietro, socio ASGI, Pape Badji e il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.

Il 23 agosto a Cerzeto sarà proiettato il docufilm Cutro 94... and more, realizzato dai giornalisti Bruno Palermo e Vincenzo Montalcini, alla presenza, tra gli altri, dell’ammiraglio Vittorio Alessandro.

Nella stessa giornata sarà inaugurata anche la mostra fotografica “I sogni attraversano il mare”, con gli scatti di Giuseppe Pipita, autore delle prime fotografie che ritraggono i naufraghi all’alba del 26 febbraio 2026, e del ricercatore, giornalista e scrittore Francesco Donnici.

Il 27 agosto a Bisignano sarà presentato il libro Sono un arbëresh di Francesco Donnici, dedicato alla storia di Acquaformosa attraverso la vicenda umana e istituzionale di Giovanni Manoccio, già sindaco del comune.

Alla discussione parteciperanno monsignor Francesco Savino, vicepresidente della CEI, Pasquale Testa e lo stesso Manoccio.

La seconda parte della serata sarà dedicata al dibattito “Migranti e repressione”, con Renato Curcio e Maurizio Alfano, moderati dal giornalista Claudio Dionesalvi.

Il 28 agosto a San Benedetto Ullano spazio all’esperienza del progetto Erasmus che ha coinvolto operatori e beneficiari dei progetti di accoglienza in Alsazia. Interverranno Nicole D’Angelo e Francesca Manoccio. Seguirà un confronto sul ruolo dell’università e delle istituzioni formative e sulle trasformazioni sociali contemporanee con Donatella Loprieno, Lomo Myazhiom Aggee Celestin, Bella Dicks ed Enrico Pusceddu.

Il 29 agosto a San Basile il Festival tornerà a occuparsi delle politiche migratorie europee e del nuovo Patto europeo sull’immigrazione, con Gianfranco Schiavone, presidente dell’ICS e socio ASGI, Riccardo Campochiaro, Luciano Scalettari e Rita Coco. A moderare sarà Piera Roseti, presidente dell’ANPI Castrovillari.

La giornata conclusiva ad Acquaformosa

La giornata conclusiva, 30 agosto ad Acquaformosa, sarà dedicata alla formazione e al confronto tra le diverse esperienze di accoglienza presenti sul territorio nazionale.

Tra gli ospiti Virginia Costa, direttrice del Servizio Centrale, Michele Rossi del CIAC di Parma e diversi rappresentanti della rete nazionale SAI.

Nel pomeriggio sarà invece protagonista “Calabresi costruttori di pace”, iniziativa dedicata alle testimonianze di operatori impegnati in missioni umanitarie e di cooperazione internazionale. Interverranno Davide Zicchinella, Francesco Zappone, Sergio Crocco ed Enzo Infantino.

Dalla musica balcanica al reggae: sette concerti

Come da tradizione, il programma degli incontri sarà accompagnato dalla musica, con un calendario di concerti che attraverserà generi e tradizioni differenti.

Il 21 agosto a San Sosti si esibirà The Reggae Circus di Adriano Bono; il 22 agosto, a Vaccarizzo Albanese, sarà la volta di Lidiya Koycheva & Balkan Orkestra.

A Cerzeto, il 23 agosto, appuntamento con Danilo Sacco; il 27 agosto a Bisignano saliranno sul palco i Sud Sound System.

Il 28 agosto, a San Benedetto Ullano, spazio alla musica di Mimmo Cavallaro, mentre il 29 agosto a San Basile toccherà ai Folkabbestia.

La conclusione del Festival, il 30 agosto ad Acquaformosa, sarà affidata ai Modena City Ramblers. Prima ancora dell’avvio ufficiale della manifestazione, è previsto un appuntamento speciale: il 10 agosto ad Acquaformosa, in occasione della Giornata dell’Inclusione, si terrà il concerto dell’ensemble Hiraeth.

Una festa delle comunità

La presentazione di Rota Greca si è conclusa con una cena sociale preparata dagli ospiti dei progetti SAI. A tavola sono state portate pietanze e specialità appartenenti a diverse tradizioni culturali, in una sintesi concreta di quello che il Festival vuole rappresentare: l’incontro tra persone, storie e culture.

La serata è poi proseguita con l’esibizione della Merak Band e la partecipazione straordinaria del violinista belga Wouter Vandenabeele, protagonisti di un viaggio musicale tra Balcani e Mediterraneo.

Un’anticipazione, attraverso la musica, di uno dei temi che accompagneranno l’intera XV edizione: la possibilità di costruire occasioni di incontro tra culture, popoli e percorsi umani differenti.

Dal 21 al 30 agosto, tutti gli appuntamenti del Festival delle Migrazioni saranno a ingresso libero. Per dieci giorni, i comuni coinvolti diventeranno così luoghi di discussione, formazione e partecipazione, mettendo al centro migrazioni, diritti, accoglienza e inclusione e consolidando il ruolo del Festival nel panorama culturale e civile del Sud Italia.