Ci sono ferite che il tempo non può rimarginare, ma che la memoria collettiva può trasformare in luce. Un cambiamento e una voce che spezzano il silenzio. Ieri sera, a Gioia Tauro, il "Premio Civico Sant’Ippolito Martire” è stato consegnato alla memoria del Dott. Luigi Ioculano. Un riconoscimento a un medico che ha pagato con la vita il coraggio di essere un professionista integerrimo e uomo libero.

Il Dott. Ioculano è stato un esempio. Il suo impegno quotidiano, la dedizione ai pazienti, i valori che hanno guidato la sua vita restano indelebili. Nato nel 1941 a Seminara, da giovanissimo si trasferisce a Gioia Tauro dove in seguito mette su famiglia, sposa Rosaria, ha due figlie, Simona e Ilaria, e apre un ambulatorio in centro città. Da tutti viene chiamato affettuosamente il medico gentile. La sua curiosità intellettuale lo spinge ad essere molto attivo nella vita culturale, sociale e politica gioiese. Cura un periodico “Agorà”, che prende il nome dall’associazione culturale da lui fondata con un gruppo di amici, attraverso cui denuncia apertamente il malaffare delle ndrine locali.

Il 25 settembre 1998, all’età di 57 anni, viene ucciso a colpi di pistola sul pianerottolo di casa e strappato così ai suoi cari e alla sua terra dalla ferocia della 'Ndrangheta. Dopo un lungo processo, con condanne e successive assoluzioni, non sono stati trovati né mandanti né esecutori dell’omicidio.

La cerimonia

Dopo anni in cui è nato e cresciuto come riconoscimento religioso, il premio Sant'Ippolito Martire a Gioia Tauro è diventato civico. A condurre con sensibilità la manifestazione la presentatrice del Network LaC, Simona Palaia. La cerimonia, svoltesi nella piazza di fronte il Palazzo Sant’Ippolito di Gioia Tauro, carica di una commozione tangibile, ha stretto la comunità attorno alla famiglia e alla figura del Dott. Ioculano. È stato come un abbraccio della città al suo medico. La riaffermazione di un’eredità morale che non è mai svanita. In un territorio che troppo spesso lotta per scrollarsi di dosso etichette pesanti, storie come quella di Luigi Ioculano sono un segnale chiaro: la violenza può togliere il respiro, ma non potrà mai cancellare l’esempio di chi ha scelto, fino all’ultimo istante, di stare dalla parte giusta. Il numeroso pubblico accorso ha seguito con partecipazione lo svolgersi dell’evento.

Presenti anche alcuni parenti del compianto Dott. Ioculano, che hanno ritirato il premio realizzato dall’orafa gioiese Annalisa Muratore. Una foglia d’argento incastonata nel quadro contenente le motivazioni del riconoscimento, a simboleggiare la caduta e la rinascita. Intervenuti il sindaco Simona Scarcella, con l’assessore alla cultura Domenica Speranza e tutta l’amministrazione comunale, le giornaliste Caterina Sorbara e Lina Maiolo, don Antonio Andrello, collaboratore della parrocchia Sant'Ippolito martire di Gioia tauro, e alcuni parenti del Dott. Ioculano.

Il sindaco, Simona Scarcella: «Gioia Tauro fa pace con il passato»

La manifestazione è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Simona Scarcella: «Gioia Tauro aveva la necessità di fare rientrare nel proprio patrimonio istituzionale questo momento, che era stato istituito molto tempo fa da Monsignor Francesco Laruffa e poi era stato abbandonato. Noi ce l'avevamo nel cuore e finalmente siamo riusciti a realizzarlo. La comunità lo ha accolto con un grande slancio, anche perché quest'anno abbiamo deciso di dedicarlo ad una persona particolarmente importante per Gioia Tauro il dottore Gigi Ioculano. Gioia Tauro fa pace con il passato. È una sorta di pacificazione, perché se è vero che Gigi Ioculano ha creato l'antimafia sociale, è il momento di applicare quelli che sono i suoi principi. E far sì che Gioia Tauro metta da parte questa sorta di tabù che c'era nei confronti di tutto ciò che ricordava la mafia, e possa voltare pagina guardando anche a ciò che di più brutto ha caratterizzato la città, e soprattutto con la voglia e il desiderio di cambiare».

Il nipote, Vincenzo Frangella: «Facile premere un grilletto, difficile fermare un’idea»

Presenti anche alcuni famigliari del compianto Dott. Ioculano. Tra cui il nipote, Vincenzo Frangella, che ha espresso gratitudine per l’iniziativa: «Non dimenticherò mai questa serata. Ringrazio tutta l'amministrazione comunale e il sindaco Simona Scarcella che ha desiderato fortemente la manifestazione. Mio zio era il presidente quando il premio era religioso. Il premio più bello che può ricevere mio zio è la presenza di tutti voi e chi l'ha sempre portato nel cuore. Era un suo progetto rivalorizzare Gioia Tauro attraverso la cultura, l'unico modo per fermare un mostro di cultura come mio zio era assassinarlo. Facile premere un grilletto, difficile fermare un’idea, i valori, la cultura, e mio zio era cocciuto fin quando non arrivava all'obiettivo. Era uno che aveva il coraggio di stare dalla parte giusta, dire ciò che pensava ed è rimasto solo».

Don Antonio Andrello: «Lottiamo per la legalità e la coscienza delle persone».

A rappresentare la Chiesa è intervenuto don Antonio Andrello, collaboratore della parrocchia Sant'Ippolito Martire di Gioia tauro e direttore della casa del clero: «Siamo molto contenti per l’evento, importante per stimolare nuovi sviluppi della città di Gioia Tauro. Si ripete dopo diversi anni, quindi è un evento significativo per l'intera città, anche per il mondo della cultura, della letteratura, del mondo storico ed ecclesiastico. Lottiamo per la legalità e la coscienza delle persone».

L’assessore alla cultura, Domenica Speranza: «Luigi Ioculano è per l’intera comunità una guida che orienta»

L’assessore alla cultura, Domenica Speranza, ringraziando per la presenza la consulta giovanile gioiese, ha evidenziato l’importanza dell’evento per lo sviluppo del pensiero e della coscienza critica dei giovani: «Racconto ai giovani di una vita spezzata, ma non di una sconfitta, perché oggi Luigi Ioculano non è semplicemente un ricordo o un nome, ma è per l'intera comunità una guida che orienta, un'eredità che ci appartiene senza nemmeno accorgercene. Perché fa parte della nostra storia e della nostra comunità. Continuiamo a parlare di Luigi Ioculano al presente, è un seme che è germogliato in un terreno difficile. Luigi Ioculano è chiunque porta avanti le sue idee, facendole camminare sulle proprie gambe».