La Uilfp Calabria denuncia che la legge, regolamento, ufficio regionale per l'intelligenza artificiale è stata approvata senza alcun minimo confronto con le federazioni sindacali del pubblico impiego. A renderlo noto è il segretario regionale Walter Bloise che spiega «siamo di fronte all’ennesima occasione mancata».

Secondo il sindacalista «ormai in molti casi l'apparenza ha preso il posto della sostanza. La critica per l'omesso confronto con le organizzazioni sindacali nella nascita del nuovo assetto sull'intelligenza artificiale della Regione Calabria evidenzia una forte frattura sul piano del metodo democratico e delle relazioni sindacali su una materia ritenuta di fondamentale importanza e attualità».

A luglio 2026, la giunta regionale ha approvato il regolamento operativo per l'ufficio regionale per l'IA e la relativa cabina di regia, dando seguito alla legge regionale n. 4 del 2 febbraio 2026 “Disposizioni concernenti l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale”.

La legge regionale disciplina le modalità di impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione regionale, anche con riguardo ai rischi associati all’utilizzo di tale tecnologia, nonché detta regole in materia di politiche regionali sull’impiego dell’IA, in modo affidabile e conforme alle libertà e ai diritti fondamentali della persona.

«L'approvazione è avvenuta però escludendo completamente le organizzazioni sindacali del pubblico impiego dai tavoli decisionali» spiega la Uilfp che definisce l’atto «un'occasione mancata per strutturare una transizione digitale davvero partecipata». 

I motivi della protesta sindacale

L'introduzione dell'IA negli uffici pubblici non è una mera scelta tecnica, ma modifica radicalmente l'organizzazione del lavoro e prende piede stabilmente anche nei CCNL. La Uilfp contesta l'assenza di concertazione per tre ragioni principali:

• Impatto sul personale: L'automazione ridefinisce mansioni, carichi di lavoro e profili professionali dei dipendenti.

• Diritti e trasparenza: L'uso di algoritmi richiede tutele stringenti sulla privacy e la garanzia che i sistemi non effettuino controlli occulti.

• Alfabetizzazione digitale: Il nuovo assetto impone obblighi formativi che, secondo l'accordo quadro europeo e l'accordo nazionale sull'AI Act, andrebbero pianificati insieme alle parti sociali.

Cosa prevede l'ufficio regionale per l'IA

L'organismo tecnico, istituito in Cittadella è nato con obiettivi strategici ambiziosi, ma oggi sconta un deficit di legittimazione relazionale. Secondo il testo approvato le attività principali dell’ufficio includono:

• Cabina di regia: Gestisce l'adozione dell'IA nei flussi amministrativi degli uffici pubblici della Regione.

• Registro Regionale IA: Mappa startup, aziende, università ed enti attivi sul territorio.

• Conformità normativa: Vigila sul rispetto delle regole europee e l'iscrizione dei sistemi ad alto rischio.

• Supporto legislativo: Coadiuva l'ente nell'analisi dell'impatto etico ed economico delle nuove tecnologie.

• Sostegno alle imprese e innovazione: Promuove e incoraggia gli investimenti tecnologici locali, tutelando diritti fondamentali delle persone.

Il quadro legislativo violato nel metodo

Il sindacato rammenta alla Regione che le normative nazionali ed europee in vigore da agosto 2026 impongono la massima trasparenza sull'uso degli algoritmi nei contesti lavorativi. L'articolo 11 della legge quadro nazionale sull'IA e le disposizioni comunitarie dell'AI Act europeo richiedono una precisa informativa datoriale alle rappresentanze sindacali prima dell'implementazione di tecnologie impattanti.

«Procedere a colpi di leggi, regolamenti e delibere unilaterali rischia di innescare contenziosi e rallentare la digitalizzazione della macchina burocratica calabrese» conclude il segretario generale della Uilfp Calabria. «Non vorremmo che l’ansia da prestazione e da follower abbia fatto dimenticare ai soggetti competenti che nella partita dell’intelligenza artificiale le parti sociali e il sindacato del pubblico impiego non sono affatto superflui».