L’incontro

Oliverio a Riace esprime solidarietà a Lucano: «Io so come si ci sente»

L'ex presidente della Regione Calabria: «Che cosa deve succedere ancora per acquisire piena consapevolezza che nella nostra regione sta avvenendo qualcosa di grave»

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di Redazione
1 ottobre 2021
18:30
Uno scatto dell’incontro di questa mattina tra Mimmo Lucano e Mario Oliverio
Uno scatto dell’incontro di questa mattina tra Mimmo Lucano e Mario Oliverio

«Stamattina sono stato a Riace per esprimere a Mimmo Lucano la mia totale solidarietà e vicinanza umana. Io so come ci si sente. Risucchiati dentro un gorgo che ti toglie il respiro e ti ottenebra la mente. Questa è stata la mia sensazione quando sono stato raggiunto da un provvedimento giudiziario che mi toglieva la libertà e mi obbligava, da presidente di Regione, a restare chiuso nel mio Comune. Non lo dimenticherò mai! Anche se la Suprema Corte di Cassazione, e successivamente una sentenza, non appellata dalla Procura, mi ha definitivamente assolto con formula piena 'perché il fatto non sussiste'». Lo afferma, in una nota, l'ex governatore della Calabria Mario Oliverio, candidato alla presidenza della Regione.

«Da allora continuo a battermi, con ancora più determinazione - aggiunge Oliverio - per una giustizia giusta in Italia, a cominciare dalla Calabria. Rimango convinto, anche in un momento così tragico, che, negli altri gradi di giudizio Mimmo Lucano uscirà assolto. Tuttavia, a questo punto, non è più possibile evitare di porsi esplicitamente alcuni interrogativi. Perché una sentenza così abnorme, nel processo di primo grado, con una condanna che raddoppia persino le richieste della pubblicaaccusa? È possibile che dare accoglienza agli immigrati possa comportare ipotesi di reato così gravi? Cosa fare perché esperienze e fatti così drammatici non si ripetano? Sono interrogativi che vanno ben oltre la piena vicinanza umana e politica che io sento verso Mimmo Lucano, ma che testimoniano le ragioni di fondo della mia scesa in campo in questa battaglia, che non riguarda solo l'elezione del prossimo Consiglio regionale».


«Voglio dire, semplicemente, che di fronte ai calabresi onesti, per ciascuno di loro, a partire dal mondo della sinistra diffusa e del Pd, si pone una questione enorme e, al tempo stesso, assai delicata. Che cosa deve succedere ancora per acquisire piena consapevolezza che nella nostra regione sta avvenendo qualcosa di grave, inquietante e profondamente distorto? Quanto bisognerà aspettare ancora per suscitare e mettere in campo un sommovimento profondo delle coscienze e dell'agire civile?»

«Il riscatto della Calabria, a partire dal contrasto efficace alla criminalità organizzata ed alla corruzione - conclude l'ex presidente della Regione - passa dall'affermazione di una giustizia giusta capace di recuperare la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni».

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