In Calabria sembra che il tempo si sia fermato. Mentre in altre regioni del sud Italia la stragrande maggioranza delle case vacanza e dei B&B viene prenotata con un clic dal telefono, qualche lembo della Calabria si nasconde, pochi proprietari usano i siti internet più famosi. Il resto d'Italia viaggia a una velocità doppia, lasciando la regione alla punta dello stivale all'ultimo posto di tutto il Meridione per tecnologia turistica.

All'atto pratico, chi vuole passare una settimana sulle spiagge calabresi deve ancora fare i conti anche con un sistema d'altri tempi. Ci si affida al passaparola, all'amico dell'amico, al cartello di cartone appeso alla ringhiera o alla signora del paese che custodisce le chiavi della porta e pretende il pagamento in contanti. Non ci sono foto su internet, non si leggono i commenti di chi ci è già stato e i prezzi rimangono un mistero fino alla telefonata. Per i turisti che arrivano da lontano, semplicemente, questa ospitalità non esiste.

Anche quel pochissimo che si trova sul web è un fuoco di paglia. Quasi l'ottanta per cento delle notti prenotate online si concentra solo nei tre mesi estivi. Finito settembre, in Calabria cala il deserto per il resto dell'anno. Questo isolamento è dovuto anche alle vecchie abitudini.

La Calabria lavora moltissimo con i grandi villaggi turistici e attrae soprattutto famiglie italiane che arrivano dalle regioni vicine, come la Campania, che da sola copre più di un terzo dei visitatori. Sono persone che non hanno bisogno del computer per prenotare, alzano il telefono e chiamano il proprietario che conoscono da una vita. Spesso, la casa che si rende disponibile, è frutto di un lascito familiare. Se nell’annuncio o nel proclama telefonico si legge “casa completamente arredata”, nella realtà ci si imbatte (non sempre) in una abitazione in cui i vecchi occupanti erano già felici con un televisore 21 pollici (magari con il decoder esterno), una cucina a 4 fuochi con bombola (se finisce la domenica, la sostituzione costa il doppio) e con scaldabagno elettrico che, dopo due docce anche veloci, devi aspettare che l’acqua torni a temperatura per la terza.

Ecco, forse il mercato potrebbe/dovrebbe garantire anche sufficiente (non mediocre) offerta rimanendo al passo con i tempi. E tutto questo quando l’occasionale amico (definirlo cliente fa scattare altri doveri) è cosciente di quello che trova, magari anche raccomandato dall’amico di famiglia, che accetta le “limitazioni” incoraggiato dallo sconto.

Ma il risvolto della medaglia è pesante. Una stanza calabrese che non si trova su internet è invisibile per un medico di Londra o una famiglia di Monaco di Baviera. È un guadagno che sfuma, proprio mentre le regioni vicine si arricchiscono. Eppure, gli stranieri che scelgono la Calabria adorano internet e usano i siti web due volte e mezzo in più rispetto agli italiani. Il problema della Calabria non è la mancanza di turisti stranieri pronti a spendere ma l'ostinazione a rimanere invisibili.