La fatica quotidiana del lavoro in mare, i rischi per la salute e il diritto a una tutela effettiva saranno al centro dell’incontro “Malattie professionali, diritti e bilateralità nel settore della pesca”, in programma venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 17, presso l’Hotel La Decanate, in via per Campolongo, a Isola di Capo Rizzuto.

L’appuntamento, inserito nell’ambito di Progetto Pesca – Diritti e occupazione nella pesca e nell’acquacoltura, richiama nel suo messaggio tre principi fondamentali: “Dignità, lavoro e salute”. Un’occasione per portare l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori del settore e sul rapporto tra prevenzione, riconoscimento delle malattie professionali e accesso alle tutele.

A presiedere l’incontro sarà Domenico Caputo, del Dipartimento Pesca FLAI CGIL Calabria. Sono previsti gli interventi di Nicola Rodi, segretario FLAI CGIL Calabria; Antonino Cosco, direttore del Patronato INCA Crotone; Rinaldo Tedesco, segretario generale FLAI Area Vasta Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia; Caterina Vaiti, segretaria generale FLAI CGIL Calabria. Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Pucillo, capo del Dipartimento Pesca FLAI CGIL nazionale.

Il tema riguarda una dimensione del lavoro in mare che merita attenzione anche oltre gli incidenti: l’esposizione ripetuta a condizioni che possono compromettere la salute nel corso degli anni. La ricerca sulla medicina del lavoro nella pesca individua, tra i principali fattori di rischio, la movimentazione dei carichi, i movimenti ripetitivi degli arti superiori, le posture incongrue, il rumore, le vibrazioni e l’esposizione agli agenti atmosferici. A questi si aggiungono turni, lavoro notturno e affaticamento fisico.

Schiena, spalle e braccia sono particolarmente sollecitate dalle attività di bordo. Sollevare e trasportare carichi, ripetere gli stessi gesti e mantenere posizioni sfavorevoli può contribuire allo sviluppo di patologie muscoloscheletriche. Anche le vibrazioni trasmesse al corpo intero possono incidere sulla colonna vertebrale. L’esposizione prolungata a rumore significativo, inoltre, può provocare una riduzione permanente della capacità uditiva, la cosiddetta ipoacusia da rumore. Sono rischi che rendono essenziali la valutazione delle condizioni di lavoro, la prevenzione e la sorveglianza sanitaria.

Accanto alla prevenzione, assume rilievo la conoscenza degli strumenti di tutela. Riconoscere un possibile legame tra una patologia e l’attività svolta è il primo passo per avviare gli accertamenti e il percorso di denuncia: la documentazione sanitaria e lavorativa consente all’INAIL di valutare il caso ai fini dell’accesso alle prestazioni previste. Il riconoscimento richiede dunque una valutazione specifica della malattia e della storia professionale del lavoratore.

L’incontro affronterà anche il tema della bilateralità, affiancandolo a quello dei diritti e della salute. La presenza delle strutture sindacali territoriali, regionali e nazionali e del Patronato INCA offrirà uno spazio di confronto sui bisogni di chi opera nella pesca e sulle forme di assistenza.

Per il Crotonese e per le comunità costiere calabresi, discutere di questi temi significa occuparsi delle persone e delle famiglie che vivono del lavoro in mare. Difendere il futuro della pesca significa anche difendere la salute di chi la pratica, facendo della sicurezza e della dignità del lavoro una priorità quotidiana.