Il sindaco di Corigliano Rossano attacca il Governo: «Questa gente meritava rispetto, non ignobili insinuazioni». Nel mirino anche la giunta Occhiuto: «Fallita la strategia sul caro carburante e l’energia»
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Il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, prende posizione contro le dichiarazioni di esponenti del Governo sulle presunte infiltrazioni criminali tra gli agricoltori del Mezzogiorno e accusa gli esecutivi nazionale e regionale di non aver affrontato le difficoltà dei settori produttivi, a partire dal caro carburante e dall’energia.
«Queste parole dimostrano il distacco dalla realtà del centrodestra e la totale incapacità di gestire i problemi dei settori produttivi», scrive Stasi, che riferisce di aver incontrato i manifestanti nei presidi organizzati sul territorio provinciale.
«Altro che criminali: ho visto la disperazione di chi lavora dall’alba e non riesce più a coprire le spese», afferma il sindaco, secondo cui gli agricoltori avrebbero meritato «attenzione mediatica e rispetto istituzionale, non ignobili insinuazioni». Stasi contesta in particolare i riferimenti alle presunte infiltrazioni, ai casellari giudiziari e l’espressione «non siamo a Bolzano», che giudica «palesemente discriminatoria nei confronti del Sud».
Per il primo cittadino, agricoltori e autotrasportatori calabresi non devono dimostrare la propria innocenza. Sono invece i governi nazionale e regionale a dover dimostrare di avere una strategia per contenere i costi di carburanti ed energia. «Dimostrazione che finora è clamorosamente fallita», sostiene, chiedendo risposte concrete per chi lavora e per i giovani che lottano per restare in Calabria.
Da qui l’affondo contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: «Se non si è in grado di dare risposte, piuttosto di screditare padri e madri di famiglia che si spaccano la schiena e giovani che lottano per restare e lavorare nella propria terra, si vada a casa lasciando il governo di questo momento delicato a chi quanto meno vive sulla terra e non nell’iperuranio di Meloni e Lollobrigida».
Le critiche di Stasi si estendono anche alla giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto, accusata di aver utilizzato l’agricoltura come «bacino di voti da spremere» senza realizzare «nessuna riforma strutturale, nessun investimento nell’innovazione, nessun intervento a tutela del valore del prodotto e del produttore medio-piccolo».
In conclusione, il sindaco ribadisce il sostegno politico alla mobilitazione e la volontà di continuare ad affiancare chi protesta. «Se gli agricoltori che protestano pacificamente e dignitosamente vengono trattati da criminali dal Governo, allora la risposta sarà che ci costituiamo tutti, con la stessa dignità e decisione degli agricoltori», dichiara Stasi, aggiungendo: «Dopo questa ignobile campagna di sospetto, siamo ancora più convinti di restare al loro fianco».


