Urne aperte da questa mattina in tutta Italia per il referendum costituzionale confermativo relativo alla riforma della giustizia, che interviene sull’ordinamento della magistratura e introduce, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare.

Referendum, lo speciale su LaC Tv

Si voterà oggi (dalle 7 alle 23) e domani (dalle 7 alle 15), secondo quanto stabilito dal decreto elezioni che ha confermato la doppia data alle urne.

Subito dopo la chiusura, inizierà lo spoglio che racconteremo in diretta nel nostro speciale in onda su LaC Tv lunedì 23 marzo a partire dalle ore 15.

Complessivamente il corpo elettorale è composto da circa 50 milioni di persone, di cui 5 milioni sono studenti e lavoratori che vivono stabilmente lontano dal Comune di residenza. Proprio su questa fetta di elettorato è nata una polemica tra le forze di maggioranza e opposizione in quanto il governo, nonostante quanto sperimentato già per le tornate del 204 e 2025, ha deciso di non includere i fuori sede nel decreto che ha definito l’election day.

Per quanto riguarda il voto dei cittadini residenti all’estero, gli italiani iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all'estero) potranno regolarmente votare per corrispondenza.

Il referendum è di tipo confermativo: non richiede quindi il superamento del quorum.

Referendum giustizia, il quesito

Il quesito che gli italiani troveranno sulla scheda chiede di approvare o respingere una legge costituzionale che interviene sull'assetto della magistratura.

La riforma riguarda sette articoli della Costituzione - gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 - e introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la creazione di due Consigli superiori della magistratura e di una nuova Alta Corte disciplinare.

Ecco, in sintesi, quali norme vengono modificate e in che modo.

Articolo 87: Il Presidente della Repubblica presiede due Csm. La Carta oggi prevede un solo Consiglio superiore della magistratura: la proposta di riforma aggiunge che il Capo dello Stato presiede il Csm giudicante e il Csm requirente, i due nuovi organi che sostituiranno l'attuale Csm unico. In sostanza si sancisce la separazione delle carriere anche al vertice dell'autogoverno delle toghe.

Articolo 102: la separazione delle carriere entra in Costituzione.

Il primo comma viene integrato con un passaggio in cui si stabilisce che le norme sull'ordinamento giudiziario devono disciplinare le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti. In questo modo la divisione delle carriere non sarà solo una scelta legislativa ma diventa un principio costituzionale. Con la modifica dell'articolo 104 cambia il sistema di selezione per il Csm.

I componenti dei due Consigli - uno per i giudici, l'altro per i pm - non vengono più eletti, ma estratti a sorte da elenchi predisposti dal Parlamento e dalle magistrature. La riforma interviene anche sull'articolo 105 con la nascita dell'Alta Corte Disciplinare. Una struttura composta da 15 membri in parte laici e in parte magistrati, selezionati tramite nomina e sorteggio. In Csm per la competenza disciplinare.

All'articolo 106 viene ampliato il terzo comma: in tema di accesso alla Cassazione oltre a professori e avvocati, potranno essere chiamati anche magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio.

La modifica dell'articolo 107 riguarda la inamovibilità legata al rispettivo Csm. Le decisioni su trasferimenti o sospensioni spettano al rispettivo Consiglio superiore, cioè quello della carriera di appartenenza.

Infine l'articolo 110. In questo caso la modifica è di tipo terminologico. Il Guardasigilli dovrà rapportarsi con "ciascun" Consiglio superiore.