«È stato un bel colpo, inaspettato ma una grandissima soddisfazione. In realtà, non ero andata lì per quel premio ma per il People's Choice Awards». In ogni caso, non è tornata da Milano a mani vuote Mariarita Bruno, 39 anni, catanzarese e titolare del ristorante Tribarakkio; vincitrice nell’edizione 2025 dei The Fork Award del Mastercard Impact Award. Un premio dedicato ai ristoranti capaci di generare un impatto positivo in tre settori chiave: sostegno alle comunità locali, promozione di un turismo autentico e valorizzazione dei giovani talenti.

Il premio nazionale

La chef catanzarese inizialmente in lizza per il People’s Choice Awards alla fine si è aggiudicata ugualmente un premio, selezionata tra 56 ristoranti italiani emergenti. «Senza presunzione ma credo che le motivazioni siano tutte giuste. Siamo impattanti sul territorio, creiamo turismo e facciamo comunità ma soprattutto siamo inclusivi con i piccoli produttori». È questo il format vincente del ristorante aperto da quasi un anno e mezzo nel cuore del centro storico con venti posti a sedere e un selezionato menu, realizzato con prodotti e produttori locali.

Cucina territoriale

Una scelta chiara, valsa infine il riconoscimento nazionale. «Il nostro format è bottega e cucina, facciamo vendita al dettaglio e ristorante» spiega l’imprenditrice. «La nostra è una cucina territoriale perché utilizziamo solo prodotti dell’eccellenza calabrese, lavoriamo con i piccoli produttori, per cui il menu cambia continuamente sulla base degli ingredienti freschi disponibili. Non ci piace ripeterci, il cliente trova sempre le novità di stagione».

La gavetta

La cucina per passione, dai primi passi mossi come lavapiatti fino alla prima esperienza imprenditoriale. «Mi sono fatta strada, il primo locale l’ho aperto nel 2017 ma con un altro format che non è andato poi come speravo. Quindi ho continuato a lavorare come chef, fornendo anche consulenze fino a quando ho avuto la possibilità di aprire questo nuovo locale. Ho ripreso l’idea iniziale facendola mia a tutti gli effetti».

Aria di casa

«Il mio locale per me è casa» racconta la chef. «È importante per me riuscire a fare ciò che mi piace, far capire ai clienti l’importanza dei prodotti e l’importanza della lavorazione dei prodotti. Non è casuale, ad esempio, il fatto di aver scelto una carta di vini totalmente calabrese. Un percorso intrapreso già nel 2017 ma messo in pratica oggi con l’obiettivo di dar spazio a chi si impegna per questa terra e ne fa un vanto».

Turismo enogastronomico

Il futuro? «Fare sempre meglio. Mi piacerebbe pensare a Tribarakkio come un luogo turistico. La Calabria si visita senza dubbio per la bellezza del mare, della montagna e dei suoi stupendi paesaggi ma l’enogastronomia non è da meno. Vorrei riuscire a far diventare il mio ristorante un punto di riferimento per il turismo, sarebbe per me una grande soddisfazione».