Eccellenze calabresi

Sei ettari di terreni e una cantina, gli esordi di Librandi che ora esporta in 40 paesi e vende 2 milioni di bottiglie all’anno

Vino sospeso tra mito, leggenda, impegno sociale e culturale. Ripercorreremo la storia dell'azienda di Cirò nella prossima puntata di Sa di Calabria in onda venerdì alle 21

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di Franco Laratta
5 aprile 2022
15:47

Nicodemo Librandi, il professore, immaginava la sua vita da docente di matematica. Per questo aveva studiato all’università a Roma. E per questo aveva cominciato a insegnare. La sua era una famiglia che a Cirò si occupava da tempo di vino. Erano tempi difficili, tutto era complicato, c’era tanta povertà. Suo fratello maggiore Tonino si occupa già da tempo con il papà, della piccola azienda. Quella era una zona ricca di storia. Gli antichi greci la identificarono con il nome di Enotria Tellus, cioè Terra del Vino.

Siamo nell’area di Cirò, che fu sede di una fiorentissima civiltà.
I Librandi da tre generazioni producevano vino. Agli inizi del ‘900 era già un caso a sé nel panorama enologico. Nei primi anni ‘30 questa realtà veniva definita  “un’oasi vitata nel deserto del latifondo cerealicolo-pastorale”.
Negli anni cinquanta erano titolari di una cantina e di circa 6 ettari di terreni agricoli.
Allora il vino si commercializzava sfuso, in piccole botti di 2-3 ettolitri.
Grazie alla produzione di vini elaborati da uve autoctone come il Gaglioppo, è riuscita a far conoscere al mondo gli incredibili sapori del Cirò.
Inoltre, la zona di coltivazione dei vitigni, a ridosso del mare e riparati dalle montagne è ideale per l’elaborazione di vini che si distinguono per la loro eleganza ed estremo equilibrio.


Tonino Librandi nel 1968 produce il primo Cirò Doc etichettato col marchio "Azienda Agricola Librandi Antonio Cataldo".
L’azienda era ancora piccola, ma i suoi vini erano considerati tra i migliori in Calabria.

Avevamo lasciato Nicodemo Librandi, negli anni ‘70 studente universitario di Matematica a Roma.
La famiglia gli propone di fare l’agente e il rappresentante del loro vino. Lui ci si dedica con passione, entrando in un mondo che presto sarebbe diventando ricco di opportunità. Nicodemo è un ragazzo intelligente, ed è anche attento ai mutamenti in corso nel mondo del vino e alle esigenze dei consumatori. Ha molto intuito e tanta voglia di affermarsi: il futuro si stava aprendo davanti agli occhi di quel ragazzo. E lui lo coglie al volo.

Nicodemo rientra a Cirò Marina e col fratello maggiore nasce un tandem di grande valore. Lui si occupa della produzione e della commercializzazione. Ci sa fare, il vino è buono, i clienti sono soddisfatti.
Alla morte del fratello maggiore Tonino, si trova a dover affrontare i profondi mutamenti della società e le notevoli esigenze di un mercato sempre più esigente.
Punta in alto, investe sulla qualità, chiama enologi esperti. L’azienda cresce, nascono nuovi vini, il successo si fa sempre più forte.
Il mercato premia i suoi vini: Terre lontane, Duca di San Felice, Critone, Gravello, Megonio (premiato come miglior vino d’Italia). La qualità è in un crescendo che non si arresta.

Librandi si conferma azienda leader anche nel nuovo millennio. Punta sulla sostenibilità, guarda al sociale, investe molto sulla ricerca, fa un grande lavoro alla guida di una società ormai grande.
Le nuove generazioni della famiglia puntano molto sull’innovazione e sulle nuove tecnologie. Nicodemo ottiene prestigiosi riconoscimenti con vini che conquistano il mercato. Librandi supera il traguardo dei due milioni e mezzo di bottiglie all’anno, raggiunge un export che sfiora il 50% del fatturato e copre oltre 40 Paesi dalla Germania agli Usa, dal Giappone alla Russia, dal Regno Unito alla Cina, Danimarca, Libano e Australia.
Nicodemo cura anche i rapporti con i giovani, soprattutto con le scuole, punta tanto sulla formazione. Il museo dell’azienda racconta la storia della viticoltura in Calabria.

Nicodemo, sempre attivo nonostante l’età non più giovane è molto fiero dei risultati ottenuti: «I nostri vini sono espressione della nostra terra e della nostra cultura. Sono idee che hanno trovato la loro realizzazione nei nostri vigneti e nella cura meticolosa che ricevono ogni giorno. Il lavoro in cantina ha lo scopo di rispettare e fissare l’impronta della vigna presente nelle uve. Il nostro valore massimo è la personalità dei nostri vini e la riconoscibilità del loro carattere anche attraverso le differenze tra le varie annate».
Una lunga e straordinaria storia, quella di Librandi, così bella e di successo da somigliare una favola, che racconteremo venerdì alle 21 la storia dì Librandi a Sa di Calabria.

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