Vaccini a tappeto e locali aperti, i calabresi a Londra: «Guardate, qui il Covid non fa più paura» - Video

Nella capitale inglese sembra tutto finito. Il racconto di un ragazzo cosentino che lavora in Inghilterra: «Il governo di Boris Johnson ci ha pagato anche l'affitto. Ora siamo preoccupati per le nostre famiglie in Calabria»

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di Alessia Principe
14 aprile 2021
10:59

«È tutto ribaltato. L’anno scorso, di questi tempi, le nostre famiglie ci chiedevano di tornare a casa perché la situazione si faceva seria, ma qui non si sentiva questo allarme. Mia mamma, di sera, mi chiamava preoccupatissima, quasi in lacrime, chiedendomi di stare attento, disinfettare le mani, non uscire di casa, e non capivo perché la prendesse così sul serio. A Londra vivevamo come sempre, del virus ci arrivavano echi lontani e pensavamo fosse una specie di isteria. Poi Boris Johnson ci ha detto di preparci al peggio, all’improvviso, ed è iniziato l’inferno».

Un anno dopo l'inizio dell'incubo

Londra, un anno dopo. Sembra tutto finito, il virus mai esistito. Ieri la gente si è riversata per strada vaccinata e contenta di riprendere la propria vita di prima. Marco, di Cosenza, è a Londra da due anni, lavorava come concierge in un albergo quando l’Inghilterra è entrata, in ritardo rispetto agli altri Paesi europei, in lockdown. Lui e la sua fidanzata sono rimasti senza lavoro, bloccati in una metropoli all’improvviso ostile e sotto coprifuoco.


«Molti calabresi che conoscevo sono rientrati in Italia appena hanno potuto. In Calabria arrivavano notizie rassicuranti, non c’erano i numeri del contagio che c’erano qui. Noi siamo rimasti e adesso è tutto tornato come prima mentre in Calabria è scoppiato l’inferno».

Le telefonate a casa: «Ma cosa sta succedendo a Cosenza?»

Ogni sera si attacca al telefono e chiama la famiglia con la paura di scoprire che qualcuno il virus se l’è beccato. «Sentiamo che a Cosenza l’ospedale è pieno, che non ce la fa ad accogliere i ricoverati, la gente muore in ambulanza e i vaccini vanno a rilento. Io ho la mia prenotazione per maggio ma in questi giorni andremo in un hotel dove stanno facendo le iniezioni. Il mio coinquilino, che ha 26 anni, l’altro giorno ci è andato e l’hanno vaccinato, credo che farò anche io così».

I numeri del Regno Unito

Nel Regno Unito quasi 40 mln di persone hanno avuto la prima dose e quasi 10 milioni e 600mila anche la seconda, ieri il bollettino parlava di 13 morti e 3.568 contagi, ieri solo la Calabria segnava un +577 e 4 morti, l’Italia 13447 e 476 decessi. Praticamente un abisso.
E a guardare i video girati ieri sera ad Acton Central, un quartiere residenziale a Ovest di Londra, sembra di osservare gli abitanti di un altro mondo. La gente passeggia nel Gunnersbury Park con i bambini, affolla i pub, parla e ride senza protezioni. La fidanzata di Marco, sabato riprenderà il suo lavoro ai magazzini Harrod’s.

«Il governo inglese ci ha pagato anche l'affitto»

«In questo anno di chiusura il governo inglese non ci ha fatto mancare nulla siamo riusciti a pagare l’affitto e fare la spesa senza problemi. Il governo ha sostenuto la popolazione con due tipi di aiuti: chi aveva un regolare contratto di lavoro ha continuato a percepire l’80% dello stipendio, una sorta di cassa integrazione che qui si chiama Furlough Scheme. Per coloro che non avevano lavoro il governo ha attinto dall’Universal Credit dove è incluso anche l’House Benefit. In pratica il governo ti eroga l’importo dell’affitto di casa per intero e una somma per vivere che cambia in base ad alcune condizioni che sono: l’età, se si è una coppia o si vive da soli. I liberi professionisti hanno anche ricevuto l’80 % della media del loro fatturato degli ultimi 2 anni, insomma abbiamo respirato e adesso ci riprendiamo la vita».

 

Giornalista
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