Vaccini, Di Lieto (Codacons): «Mentre Spirlì “annaca il pecoro” la Calabria sprofonda in zona marrone»

Duro attacco al presidente facente funzioni: «Mentre lui si diletta sui social tanti anziani senza santi in paradiso sono costretti a percorrere centinaia di chilometri per poter essere immunizzati»

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di Redazione
10 aprile 2021
17:52
Spirlì in una delle sue dirette social
Spirlì in una delle sue dirette social

«Egregio Signor Presidente facente funzioni, forse a causa della Sua instancabile smania di trasformare la cittadella regionale negli studi di un reality televisivo, Le sarà sfuggito come la piattaforma regionale per la prenotazione dei vaccini, almeno nel territorio dell’Asp di Catanzaro, non funzioni. Se non crede, provi ad emulare San Tommaso, e verifichi Lei stesso. Quando si renderà conto del fatto che siamo in zona “marrone”, provi a pensare a tutti quei soggetti “fragili” che, seguendo le istruzioni fornite proprio dalla regione, sono chiamati ad inviare (inutilmente) mail su mail. Pensi a quando ricevono come risposta che, "accertato il loro diritto a vaccinarsi”, dovranno prenotarsi sulla piattaforma regionale…quella che non funziona! Kafka non avrebbe saputo far meglio». Inizia così la lunga nota in cui Francesco Di Lieto, del Codacons, si rivolge al presidente facente funzioni Nino Spirlì. Argomento: la campagna vaccinale che in Calabria prosegue a rilento, relegando ancora la regione all'ultimo posto per dosi somministrate.

«Pensi - continua - che, nonostante il commissario Longo, appena il 30 marzo, abbia rinnovato l’invito ai calabresi a verificare i dati prima di inserirli sulla piattaforma regionale, la stessa continua, tristemente, a non funzionare. Ora, se non vuole o non è in grado di vaccinare, basta dirlo (in fondo è diventato famoso per aver rivendicato il diritto a dichiararsi “ignorante”)… non serve prendere in giro gli anziani. Presidente pensi ai tanti ultra-ottantenni, senza santi in paradiso, cui viene imposto di percorrere centinaia di chilometri per potersi vaccinare.


E, La prego, lasci perdere la storiella dell’emergenza…noi siamo in perenne emergenza e, mi perdoni, la più terribile emergenza è il Suo governo unitamente a questo Consiglio regionale. Personaggi che da un anno si affannano a garantire stipendi ad amici & parenti, come se non ci fosse un domani…mentre Lei si diletta sui social e la Calabria sprofonda. Una litania che si sente, a dire il vero, da troppo tempo ma, grazie a Lei, ora possiamo finalmente ribattere di vivere nella terza regione… in ordine alfabetico. Praticamente se prima di Lei eravamo solo arretrati, ora siamo anche idioti».

E ancora: «Ma torniamo a noi. Come saprà il tasso di vaccinazione degli over 70 diverrà un indicatore utile per la “riapertura”. Quella agognata “riapertura” che potrebbe consentire a tanti di ricominciare a lavorare. Quella “riapertura” ora negata, grazie a conclamate incapacità diffuse. Ed allora, come possiamo “riaprire” se in Calabria si riescono a vaccinare solo i “raccomandati”? Come possiamo “riaprire” se, dopo più di un anno, c’è chi muore in una ambulanza quando questa estate si raccontava che l’unico pericolo in Calabria era quello di ingrassare? Come possiamo riaprire se, mi perdoni, abbiamo un consiglio regionale che ha come priorità la moltiplicazione dei portaborse?

Ma forse Lei conosce una Calabria diversa. Anche se il Ministro della Salute ha appena stabilito che da giorno 12 aprile la Calabria diverrà zona arancione. E tanto nonostante la Sua ordinanza del 4 aprile che ci aveva relegato in zona rossa fino al 21 aprile. Meno male che il Cts ha sonoramente smentito le Sue note capacità divinatorie. Caro Presidente, senza vis polemica, abbandoni i “rosari culinari” e si sforzi a garantire un servizio ai Calabresi per poter “riaprire”. Perchè - conclude Di Lieto - siamo stanchi, stufi, daltonici e senza un quattrino mentre Lei, mi perdoni, continua ad “annacare il pecoro”».

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