A pochi giorni dall'avvio dell'anno scolastico, nei paesi dell’Alto Mesima tiene banco un singolare caso legato al trasporto scolastico intercomunale. Le amministrazioni comunali di Vazzano e Gerocarne hanno infatti emanato due rigorosi provvedimenti che vietano l'ingresso, la fermata e la raccolta degli studenti da parte di mezzi provenienti da comuni limitrofi che siano privi di un’apposita convenzione. Il primo a muoversi è stato il sindaco di Vazzano, Vincenzo Massa, che verso la fine di agosto ha vergato un’ordinanza attraverso la quale annuncia restrizioni sul trasporto scolastico con mezzi provenienti dal vicino comune di Pizzoni.

L'atto, si legge, nasce a seguito delle «segnalazioni pervenute nel corso dell'anno scolastico 2025-26» e riguardanti lo «svolgimento del servizio in condizioni di incerta sicurezza e legittimità organizzativa». In particolare, il provvedimento evidenzia come «tali criticità abbiano interessato il servizio espletato sul territorio di Vazzano da operatori provenienti dal confinante comune di Pizzoni, in assenza di un'autorizzazione o convenzione formale».

Con decorrenza dal 15 settembre 2026, dunque, il Comune di Vazzano ha sancito «il divieto di erogazione del servizio di trasporto pubblico di alunni da parte di operatori di comuni viciniori privi di convenzione». Il documento lascia tuttavia aperta la possibilità di indire una «conferenza tra i sindaci dei comuni limitrofi per concertare una soluzione».

Ancora più drastica la presa di posizione del Comune di Gerocarne, formalizzata mediante un'ordinanza firmata dal vicesindaco facente funzioni Matteo D'Elia. Anche a Gerocarne, si apprende, durante l'anno scolastico precedente, sono state registrate attività di trasporto scuolabus da parte di comuni confinanti in «totale difetto di previa intesa, autorizzazione e/o formale convenzione». Secondo l'amministrazione guidata da Pasquale Vivona, «la presenza non regolamentata di mezzi pesanti e pulmini terzi» genera «un grave pregiudizio per la viabilità e la sicurezza stradale, non essendovi stato alcun coordinamento preventivo sui punti di raccolta, sui percorsi idonei e sulle coperture assicurative obbligatorie per gli studenti».

Anche Gerocarne ha così disposto dal 15 settembre 2026 il «divieto assoluto di erogazione del servizio da parte di enti locali viciniori o loro delegati in mancanza di convenzione» nonché «la cessazione immediata di ogni operazione di sosta, fermata e raccolta di passeggeri in età scolare».

L'inottemperanza all'ordinanza «comporterà sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, oltre all'applicazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada per l'esercizio abusivo del servizio».

Alla base di entrambe le ordinanze è richiamato il Decreto del ministero dei Trasporti del 31 gennaio 1997 che stabilisce che gli scuolabus comunali possono effettuare il servizio a favore di alunni residenti in altri comuni a tassativa condizione che i rapporti tra gli enti locali interessati siano regolati da un'apposita convenzione. «Proprio al rispetto della normativa nazionale sono improntati gli atti che abbiamo assunto a tutela degli studenti e dell’Amministrazione comunale» ha detto, raggiunto al telefono, il sindaco di Gerocarne Pasquale Vivona. «Nel momento in cui uno scuolabus di un Comune diverso arriva nel nostro territorio, la responsabilità ricade sul sindaco ed è dunque necessario che questo tipo di servizio sia regolamentato da una convenzione».

Diversi studenti, residenti soprattutto nelle frazioni, frequentano scuole in altri comuni. Il servizio scuolabus fornito dai Comuni in territori diversi dal proprio era quindi effettuato in via informale. Un richiamo a regolamentare rapporti di questa natura, era arrivato nelle scorse settimane anche dalla Prefettura di Vibo Valentia. «Ciascuno è libero di frequentare la scuola che preferisce. Anche nel nostro comune arrivano studenti da paesi vicini - spiega Vivona -, ma è giusto che i rapporti siano trasparenti e regolati da accordi precisi. Non ci sono “guerre tra comuni” o “guerre di numeri”, come ho letto in qualche commento social o articolo. C’è solamente la volontà di regolare servizi che fino ad oggi sono stati svolti in modo informale» ha concluso.

L’obiettivo condiviso tra i Comuni interessati è comunque quello di arrivare a breve alla firma della convenzione e consentire così un regolare svolgimento del servizio, evitando disagi ai ragazzi e alle famiglie interessate.