L'incendio divampato nel pomeriggio di ieri sul monte Vingiolo, a Praia a Mare, ha continuato ad avanzare per tutta la notte fino a raggiungere il Santuario della Madonna della Grotta, costringendo il rettore don Paolo Raimondi e alcuni fedeli a mettere in salvo la sacra effigie della Vergine, simbolo della devozione dell'intera comunità praiese.

Probabile matrice dolosa

Le fiamme, sviluppatesi nel pomeriggio di ieri, secondo le prime ipotesi potrebbero essere di origine dolosa. Il rogo, favorito dal vento e dalla vegetazione secca, si è propagato con estrema rapidità sul versante del monte Vingiolo. I mezzi aerei antincendio sono entrati in azione soltanto quando il fronte del fuoco aveva ormai assunto vaste proporzioni. Con il sopraggiungere della sera, inoltre, le operazioni di spegnimento dall'alto sono state sospese, consentendo alle fiamme di continuare ad avanzare durante la notte. Molti cittadini hanno osservato che un intervento aereo più tempestivo, quando l'incendio era ancora circoscritto, avrebbe potuto limitarne l'estensione e contenere i danni.

Le fiamme hanno lmbito il santuario 

Sono state ore di grande apprensione. Quando le fiamme hanno iniziato a minacciare il santuario, in tarda serata, numerosi cittadini sono scesi in strada, seguendo con angoscia l'evolversi della situazione. La preoccupazione era soprattutto per la statua della Madonna della Grotta, custodita nel luogo di culto e profondamente venerata dai praiesi.

A scopo precauzionale, don Paolo Raimondi ha disposto il trasferimento della sacra effigie. Insieme ai custodi del santuario e ad alcuni volontari intervenuti spontaneamente, è riuscito a metterla in sicurezza prima che il fuoco potesse raggiungere l'area. Contestualmente il santuario è stato chiuso al pubblico fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

L’allarme di Italia Nostra

Già intorno alle 18 di ieri l'associazione ambientalista Italia Nostra aveva lanciato l'allarme denunciando il rapido avanzare dell'incendio e chiedendo un intervento immediato dei Canadair. «Se non interverranno i Canadair brucerà tutto», avevano scritto gli ambientalisti, sottolineando anche il rammarico per il rischio di perdere nuovamente un patrimonio naturalistico che negli ultimi anni stava lentamente rinascendo dopo i devastanti incendi del passato.

Incendio devastante

Il rogo ha già distrutto vaste aree di macchia mediterranea, lambito la Strada Statale 18 e provocato pesanti disagi in uno dei periodi di maggiore afflusso turistico sulla Riviera dei Cedri. L'emergenza resta aperta e il bilancio dei danni, sia ambientali che paesaggistici, appare già particolarmente pesante.