Il ministro delle Infrastrutture Salvini all’evento in Cittadella per dare il via al dibattito pubblico sull’opera: «Ora ascolteremo i territori per la scelta migliore». Presentate le alternative (con stime di finanziamenti tra 7 e 12 miliardi) per il completamento dell'arteria
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Per la prima volta dopo decenni di studi, di progetti annunciati ma rimasti tristemente sulla carta, il completamento della Statale 106 "Jonica" tra Catanzaro e Reggio Calabria non è più un miraggio, ma entra ufficialmente nella fase cruciale del confronto pubblico. Si tratta di un passaggio destinato a segnare una svolta storica per un’infrastruttura fondamentale per la mobilità della Regione, per anni drammaticamente ribattezzata la "strada della morte" a causa del tragico tributo di vite umane pagato su quel nastro d'asfalto.
Ora, sul tavolo ci sono quattro diverse alternative progettuali elaborate dai tecnici, chiamate a delineare il futuro della "Strada della Magna Grecia". Opzioni che spaziano tra investimenti imponenti — con stime finanziarie variabili tra i 7, i 10 e i 12 miliardi di euro — e che nei prossimi mesi verranno passate al vaglio delle comunità locali, dei sindaci e degli stakeholder del territorio.
Salvini: «Scelte condivise e risorse vere, non filosofia»
All'incontro di presentazione del dibattito pubblico è intervenuto da remoto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha ribadito la centralità dell'opera nell'agenda di Governo, sottolineando il cambio di passo rispetto al passato: «Le quattro alternative sul tavolo non dovranno essere valutate solo per i costi, ma soprattutto per l'utilità, l'impatto sui territori e il vantaggio trasportistico. Da quando sono ministro non abbiamo mai calato dall'alto scelte progettuali non condivise: ascolteremo le comunità tramite le Conferenze dei Servizi. L'unica cosa che non possiamo permetterci, in Calabria come nel resto d'Italia, è stare fermi, rinviare e non decidere».
Il titolare del MIT ha rivendicato gli investimenti già in atto lungo la direttrice ionica, dove risultano attivi interventi per circa 4 miliardi di euro, inserendoli in un quadro di rilancio infrastrutturale globale della regione.
Infrastrutture viarie: L'obiettivo dichiarato è chiudere l'anello fino a Reggio Calabria, toccando nodi chiave come Taranto, Sibari, Crotone e Catanzaro.
Alta Velocità e Alta Capacità: Parallelamente al fronte ionico, proseguono le fasi progettuali definitive con Ferrovie dello Stato sull'asse tirrenico per portare l'AV ferroviaria fino al capoluogo reggino. Sviluppo logistico: La riqualificazione viaria e ferroviaria punta a valorizzare e rendere ancora più strategico a livello continentale il porto di Gioia Tauro.
«22 miliardi di cantieri: un dato senza precedenti»
Nel suo discorso, Salvini ha toccato anche il tema dell'impatto economico delle grandi opere in corso d'opera, citando il dato complessivo degli investimenti aperti sul territorio calabrese: «Oggi in Calabria abbiamo cantieri aperti per 22 miliardi di euro: non credo ci siano precedenti nella storia della Repubblica. Nelle ultime leggi di bilancio sulla 106 abbiamo messo risorse vere, non parole o impegni teorici. Voglio terminare il mio mandato lasciando una strada che si occupi di bellezza e valorizzazione, riscattandola dalla fama di 'strada della morte'».
A chiudere il quadro, il richiamo alla continuità territoriale e al collegamento con la rete europea attraverso il progetto del Ponte sullo Stretto, al centro di un ulteriore vertice a Palazzo Chigi. Nelle intenzioni dell'esecutivo, il Ponte non rappresenta un'opera isolata, ma il tassello di un corridoio infrastrutturale destinato a connettere direttamente Palermo, Reggio Calabria e Roma con i principali hub del Nord Europa.
Ora la palla passa al territorio: con l'avvio formale del dibattito pubblico, i sindaci e le amministrazioni locali saranno chiamati a scegliere l'alternativa progettuale ritenuta più idonea per unire definitivamente la Calabria e proiettarla negli standard europei.

