Tempi di attesa ancora troppo lunghi per le prestazioni sanitarie nelle strutture pubbliche regionali. Tra il 2022 e il 2025, a fronte di stanziamenti assegnati alla Calabria per oltre 56,2 milioni di euro, sono rimasti non utilizzati 16 milioni e 486.316 euro.

Lo riporta la Corte dei conti nella sua relazione su “L'attuazione delle misure finalizzate a ridurre le liste di attesa”.

La Calabria rappresenta da sola il 18,14% dell'intero ammontare delle risorse statali rimaste inutilizzate in Italia, pari a 90,8 milioni. 

Le difficoltà di spesa

Nella nostra regione l'analisi dell'andamento annuale della spesa evidenzia una costante discontinuità.

Nel 2022, su una quota di riparto pari a 15,71 milioni, la spesa effettiva si è attestata a 10,75 milioni, lasciando inutilizzati 4,96 milioni.

L’anno seguente, a fronte di 11,43 milioni assegnati, sono stati spesi 10,16 milioni.

Il 2024 è stato l'anno di maggiore criticità finanziaria, con ben 7,23 milioni rimasti inutilizzati su un totale di 15,86 milioni di risorse finalizzate.

Infine, nel 2025, su 13,22 milioni destinati principalmente alle prestazioni aggiuntive del personale sanitario, 3,01 milioni non sono stati impegnati.

Complessivamente, la Regione ha speso 39.757.603 euro nel quadriennio, dimostrando come la riduzione dei tempi d'attesa risenta non solo della disponibilità dei budget, ma anche della capacità strutturale di convertire i fondi in servizi erogati.

I risultati sui volumi di prestazioni effettuate

Nonostante i ritardi nella spesa dei fondi statali, la Calabria ha registrato una ripresa del volume complessivo di specialistica ambulatoriale erogata.

Nel 2024 il volume totale delle prestazioni di specialistica ambulatoriale è cresciuto del 9,3% rispetto all’anno precedente (+8,8% nel settore pubblico e +11,3% nel privato accreditato). Rispetto al 2019, l'aumento complessivo delle prestazioni erogate è stato del 6,9%. Tuttavia, analizzando la composizione dei servizi prestati, l'espansione dell'offerta è stata sostenuta in prevalenza dal privato accreditato (+16,4%), mentre la rete pubblica ha mostrato una crescita più contenuta (+4,3%).

Boom di prescrizioni e carenza di personale

L'analisi della Corte dei conti evidenzia come la formazione dei lunghi tempi di attesa sia per la gran parte riconducibile a due ragioni.

Da una parte il fenomeno è alimentato dall’invecchiamento della popolazione oltre che dalla medicina di prevenzione. Dall’altra mancano medici specialisti e infermieri.

Cresce la domanda di prescrizioni ed aumentano le prestazioni negli orari estesi

Sul versante della domanda di cure, la Calabria deve fronteggiare una pressione crescente. Tra il 2024 e il 2025, le prescrizioni mediche per visite ed esami specialistici, al netto dei laboratori, hanno registrato un incremento del 4,9%, posizionandosi al di sopra della media nazionale (+4%).

A fronte di questa spinta della domanda le strutture sanitarie regionali hanno attivato le misure previste dal D.L. n. 73/2024 per l'ampliamento dell'offerta. La Regione ha comunicato di aver erogato un totale di 98.950 prestazioni nelle giornate di sabato e domenica o in fascia oraria serale e prolungata.

Garanzie per i cittadini: le tutele che restano sulla carta

Il dossier della magistratura contabile metta in luce ulteriori ritardi sul piano dell'organizzazione aziendale e dei diritti degli assistiti.

Le liste di attesa sono lunghe e i tempi variano da settimane a mesi. In caso di superamento dei tempi massimi previsti per legge, il cittadino può richiedere di effettuare la prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria o presso il privato accreditato sostenendo il solo costo del ticket. La ricognizione della Corte dei conti rivela come tale meccanismo di tutela rimanga sostanzialmente inapplicato nella quasi totalità delle Regioni perché mancano le informazioni a riguardo e la stragrande maggioranza degli italiani non è a conoscenza di questa opportunità. In Calabria questo meccanismo è stato applicato una sola volta nel corso del 2025 presso l'Asp di Vibo Valentia: una prestazione di gastroenterologia per un costo aziendale di 158,70 euro.

L’Organismo paritetico e le sanzioni alle Asp

La Calabria rientra tra le regioni che non hanno ancora istituito l'Organismo paritetico regionale per la verifica dell'attività libero-professionale intramuraria. Inoltre, nel corso del 2025 non è stata avviata alcuna azione disciplinare o contabile nei confronti dei direttori generali delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere, né sono state irrogate sanzioni per l'eventuale blocco o sospensione delle agende di prenotazione.

Il quadro nazionale

Nel periodo 2022-2028, le risorse destinate al contenimento delle liste di attesa ammontano a circa 3,71 miliardi di euro, mentre nel quadriennio 2022-2025, secondo i dati del ministero della Salute, a fronte di assegnazioni statali pari a circa 1,845 miliardi di euro, sono stati utilizzati circa 1,579 miliardi.

L'entità della spesa per ciascuna regione è strettamente correlata alla quota di riparto del Fondo sanitario nazionale, definita in base alla popolazione residente.

La ripartizione dei fondi nelle regioni

Le regioni del Nord Italia hanno avuto: 736.704.802 milioni di euro, il 47,1% del totale erogato sul territorio. Sud e Isole 508.864.921 milioni, il 32,5%. Il Centro Italia 319.397.191 milioni, il 20,4%.

Le prime cinque regioni per ammontare totale di risorse finanziarie impiegate tra il 2022 e il 2025 sono la Lombardia con 261.448.418 milioni, la Campania con 161.299.707 milioni, il Veneto con 147.380.403 milioni, il Lazio con 137.577.403 milioni e l’Emilia-Romagna con 135.388.145 milioni.