Nessuna parola davanti al giudice. Si sono chiusi nel silenzio gli indagati dell'inchiesta Ginestra finiti in carcere, ascoltati stamattina negli interrogatori di garanzia.

Carmine Ginese, Natale Perri, Giovanni Chiaradia e Piero Chiaradia erano collegati in videoconferenza dalla Casa Circondariale di Rossano. Tutti e quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Stessa scelta per Aldo Abbruzzese, che ha seguito l'udienza da remoto dal carcere di Melfi, assistito dagli avvocati Pasquale Di Iacovo e Giuseppe Bruno.

Anche Damiano Pepe ha scelto il silenzio. È stato dimesso stamattina dall'Ospedale di Cosenza e trasferito subito nella Casa Circondariale della stessa città.

Lunedì il turno di altri undici indagati

Il calendario degli interrogatori non finisce qui. Con decreto firmato oggi, la gip del Tribunale di Catanzaro Fabiana Giacchetti ha fissato per lunedì 2 novembre l'interrogatorio di garanzia di altri undici indagati, tutti ai domiciliari. Il provvedimento si riferisce al procedimento n. 4816/2024 della Procura.

Si comincia alle 9:15 e si prosegue ogni quindici minuti, nell'Aula U al quarto piano del Nuovo Palazzo di Giustizia, in via Argento. L’interrogatorio riguarderà  Mario Alonia (avv. Antonio Pucci), Manuel Intrieri (avv. Giovanni Antonio Scatozza), Antonio Martino (avv. Francesco Lumia), Antonio Angiò (avv. Antonio Carmine La Banca), Domenico Arcidiacono (avv. Giuseppe Mainieri), Antonio Azzarro (avv. Francesco Paolo Oranges), Domenico Catalano (avv. Pasquale Catalano), Vincenzo Curia (avv. Francesco Nicoletti), Walter Giovanni La Fauci (avv. Giorgio Di Leo), Pietro Lucisano (avv. Aldo Zagarese), Giovanni Maulicino (avv. Franca Di Mare).

Alonia, Intrieri e Martino, che si trovano nelle carceri di Castrovillari, Benevento e Agrigento, parteciperanno in videocollegamento. Gli altri otto dovranno presentarsi in tribunale a Catanzaro da liberi e senza scorta, per la via più breve e senza soste.