Piazza Regina Pacis gremita per il live della storica formazione salentina, con fan arrivati anche da fuori regione e una serata segnata da musica, impegno sociale e partecipazione giovanile
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Una piazza giovane, viva, arrivata a Condofuri Marina anche da lontano. Sicilia, Basilicata, Puglia, oltre naturalmente alla Calabria. I Sud Sound System hanno festeggiato così, davanti al pubblico di Piazza Regina Pacis, 35 anni di una storia musicale che continua ad avere qualcosa da dire anche a chi quella storia non l’ha vissuta dall’inizio.
Il concerto di ieri sera è stato uno degli appuntamenti centrali della festa della Regina Pacis e ha confermato il richiamo di una formazione che ha attraversato più generazioni senza perdere il rapporto con il proprio pubblico. Prima di loro sul palco una lineup calabrese con Ness1, Natale Vadalà, Franco Licani e Mad Simon, per una lunga apertura che ha accompagnato la piazza fino all’arrivo della band salentina.
Poi spazio ai brani che hanno segnato oltre tre decenni di reggae italiano, con un pubblico compatto sotto il palco e una partecipazione continua. Ma la serata di Condofuri ha raccontato anche altro.
A cominciare da un dettaglio che ha strappato più di un sorriso. Dal palco i Sud Sound System hanno sottolineato quanto il dialetto salentino suoni vicino a quello parlato a Condofuri e in diversi centri dell’Area Grecanica, quasi a ritrovare, a centinaia di chilometri di distanza, parole e cadenze familiari. Una vicinanza che ha rafforzato ancora di più il legame con una piazza che li ha accolti come una band di casa.
E poi i temi che da sempre accompagnano la loro musica. Sul palco anche la bandiera della Palestina, insieme a un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: la musica, hanno spiegato, deve essere capace di lanciare messaggi positivi e di parlare contro le ingiustizie, senza farsi fermare dalle barriere politiche.
Ancora più diretto il passaggio sul femminicidio. Il riferimento alle polemiche delle ultime settimane, legate anche alle parole di Roberto Vannacci, è stato esplicito: «Il femminicidio esiste eccome». Non significa semplicemente che a morire sia una donna, hanno spiegato dal palco, ma che una donna venga uccisa proprio perché donna.
Da qui il richiamo agli uomini, forse uno dei passaggi più forti della serata. «Dobbiamo imparare a rispettare la donna, che deve essere libera di autodeterminarsi. Dobbiamo smettere di dire “è mia”: la donna è di se stessa e basta». E ancora, la convinzione che uomo e donna possano imparare a convivere davvero soltanto attraverso il rispetto e l’amore.
Nel corso del concerto è arrivato anche il pensiero per Don Rico, Federico Vaglio, assente per motivi di salute. Il suo nome è stato salutato dal palco e raccolto da tutta Piazza Regina Pacis con un lungo applauso.
Nel finale il palco si è allargato anche a chi quella serata l’aveva costruita giorno dopo giorno. I ragazzi della Pro Loco di Condofuri sono saliti insieme ai Sud Sound System, coinvolti in un trenino improvvisato e in una festa collettiva sulle note dell’ultimo brano.
Un’immagine che ha raccontato meglio di tante parole il lavoro fatto nelle settimane precedenti: un gruppo di giovani capace di mettere in piedi un appuntamento di grande richiamo, portando a Condofuri fan arrivati anche da altre regioni e riempiendo Piazza Regina Pacis.
Alla fine erano tutti lì, sul palco, insieme alla band che avevano scelto e voluto per questa festa. Un finale spontaneo, quasi liberatorio, che ha premiato soprattutto loro: i ragazzi che hanno lavorato dietro le quinte e che per una sera si sono presi, meritatamente, il centro della scena.

