'Ndrangheta, maxi confisca da 212 mln di euro a imprenditore vicino al clan Piromalli

VIDEO | Si tratta di Domenico Gallo, "il miliardario del bitume", già coinvolto in numerosi inchieste della procura antimafia di Reggio Calabria (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
11 febbraio 2021
08:23

Una confisca monstre da 212 milioni di euro tra società di capitali e aziendali, quote societarie e beni immobili. È l'esito dell'operazione eseguita questa mattina, 11 febbraio, dalla guardia di finanza di Reggio Calabria e dal Scico delle Fiamme gialle su un imprenditore del Reggino, Domenico Gallo.

La confisca

L'inchiesta è coordinata dalla procura antimafia reggina, guidata dal procuratore capo Giovanni Bombardieri. Nella confisca rientra un ingente patrimonio costituto da 13 società di capitali e relativo patrimonio aziendale, quote societarie relative ad una società di capitali, 11 beni immobili (terreni e fabbricati, tra cui una villa di pregio), 1 autoveicolo, 12 orologi di noti marchi e svariate disponibilità finanziarie (rapporti bancari e assicurativi) per un valore complessivo di oltre 212 milioni di euro, nei confronti dell’imprenditore Domenico Gallo classe ’56 - indiziato di contiguità alle cosche Piromalli e Zagari-Fazzalari operanti nel mandamento tirrenico della ‘ndrangheta reggina.


Il “miliardario del bitume

Domenico Gallo, definito da un collaboratore di giustizia “miliardario del bitume”, è riuscito a creare, nel giro di qualche decade, quella amalgama con esponenti della ‘ndrangheta, uomini della pubblica amministrazione e faccendieri che gli ha consentito di accaparrarsi l’esecuzione di grandi opere pubbliche, confermando quanto evidenziato da informative di Polizia sul suo conto, sin dal lontano 1985, allorquando veniva già indicato quale emergente elemento di spicco della nuova alleanza tra imprenditoria mafiosa e mondo politico-amministrativo a livello locale e nazionale.

La figura di Gallo nel corso del tempo è emersa dalle indagini esperite nell’ambito di numerose operazioni e, nello specifico, “Cumbertazione”, “Martingala” e “Waterfront”, condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Reggio Calabria e dallo Scico, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Significativa è la sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del nucleo familiare del soggetto d’interesse e, soprattutto, l’utilizzo da parte di Domenico Gallo di una serie di società direttamente o indirettamente a questi riconducibili o, comunque, nella sua disponibilità, attraverso le quali ha illecitamente operato in diversi contesti territoriali sia provinciali, sia nazionali. Il coinvolgimento del Gallo in contesti di criminalità organizzata per la commissione di reati di natura economico finanziaria, nonché contro la pubblica amministrazione era già emerso, inoltre, nell’ambito di ulteriori importanti inchieste svolte dalla guardia di Ffinanza e dall’Arma dei carabinieri in ambito nazionale, tra le quali spiccano le operazioni denominate “Chaos”, “Amalgama”, “Arka di Noè” e “Red Line”.

Il provvedimento odierno, adottato su richiesta del procuratore capo Giovanni Bombardieri, dell'aggiunto Calogero Gaetano Paci e del sostituto procuratore Gianluca Gelso, prevede la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per 5 anni e colpisce un patrimonio che non era aggredito dalle precedenti indagini, confermando, al contempo, la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni intestati/riconducibili già disposta dalla sezione misure di prevenzione del tribunale reggino - presieduta dal giudice Ornella Pastore.

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