L’operazione

’Ndrangheta, maxi sequestro di beni a un imprenditore del Reggino

L'uomo era stato arrestato nell'ambito dell'operazione Alchemia e poi assolto. Gli investigatori lo ritengono parte della cosca Raso-Gullace-Albanese di Cittanova. Sotto chiave società, conti e terreni tra Calabria, Emilia e Liguria

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di Redazione
12 novembre 2021
07:01

La Direzione investigativa antimafia, su disposizione del Tribunale di Reggio Calabria ha eseguito un decreto di sequestro di beni nei confronti di un imprenditore originario di Cittanova: l’uomo, nel luglio del 2016, era stato arrestato nell’ambito della operazione antimafia 'Alchemia', perchè accusato del reato di associazione di tipo mafioso, quale partecipe della cosca Raso-Gullace-Albanese.

Nonostante il Tribunale di Palmi nel luglio del 2000 abbia poi assolto l’uomo dall’imputazione per non aver commesso il fatto, il Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della Procura Reggina, a seguito delle approfondite indagini patrimoniali della Dia ha emesso il provvedimento di sequestro ritenendo il soggetto comunque caratterizzato da una pericolosità sociale in quanto indiziato di appartenere all’associazione mafiosa Raso-Gullace-Albanese di Cittanova, e in particolare all’articolazione operante in territorio ligure, dove da tempo la cosca risulta radicata, e da dove mantiene uno stretto collegamento con la sede di origine.


Il sequestro ha interessato l’intero capitale sociale e patrimonio aziendale: 4 società, operanti nel settore edile ed immobiliare, 21 fabbricati e 13 terreni, tra Genova e provincia, Cittanova (Reggio Calabria), Bardi (Parma) e Bardineto (Savona), conti correnti e posizioni finanziarie per un valore stimato di circa 2 milioni di euro.

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