«A Cosenza una discarica abusiva in pieno centro»: la denuncia del movimento civico

VIDEO | Francesco Civitelli di Costruiamo il Futuro solleva il problema dell'accumulo di rifiuti nell'area delle vecchie officine ferroviarie. Sulla bonifica pende un giudizio del Tar

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di Salvatore Bruno
31 marzo 2021
10:45

La discarica è schermata dai capannoni delle dismesse officine ferroviarie, ma perfettamente visibile dai piani alti dei palazzi circostanti. Colpisce la presenza di un così consistente accumulo di rifiuti, alcuni anche pericolosi, a venti metri dal Parco del Benessere.

Chi deve bonificare?

Le autorità ne erano a conoscenza: dal maggio scorso esposti e segnalazioni delle associazioni che vi gravitano intorno, estranee ed anzi vittime dell'illecito smaltimento di ingombranti, hanno spinto il Comune di Cosenza a notificare un ordine di bonifica a carico di Ferrovie della Calabria, proprietaria dell'area. Il provvedimento è stato impugnato davanti al Tar che ne ha disposto la sospensione: la decisione di merito è attesa tra qualche settimana.


Ingressi abusivi notturni

Il materiale, secondo quanto si è appreso, era in parte stipato in uno dei depositi circostanti, in parte proveniente invece dallo scarico notturno di qualche camionista senza scrupoli. Il tam tam su facebook raccolto da Francesco Civitelli del movimento Costruiamo il Futuro, ha reso la vicenda di dominio pubblico. Insieme a Mario Cosenza, locale rappresentante di Equità Territoriale, ci ha accompagnati sul posto.

Periferie degradate

L'illecito smaltimento di rifiuti è una delle piaghe che ciclicamente torna a galla nella città di Cosenza. Non c'è solo l'incuria a produrre questi scempi, per qualche tempo arginati dal Nucleo Decoro Urbano della polizia municipale oggi, chissà perché, praticamente smantellato. L'ultimo lotto di Via Popilia, San Vito alto, Via degli Stadi, Via Domenico Gaudio sono aree in cui ciclicamente ed impunemente si accumulano quintali di spazzatura. Ed anche il tratto di Via Panebianco attraversato dalla sopraelevata. E chissà quanto altri luoghi nascosti del territorio sono oggetto sistematico di reati ambientali.

Giornalista
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