Convalidato il fermo della donna accusato di aver aggredito l’uomo di 87 anni di Nicotera ora ricoverato in prognosi riservata a Catanzaro
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È stato convalidato il fermo della badante ucraina accusata di tentato omicidio aggravato ai danni di un uomo di 87 anni, Antonio Reggio, originario di Nicotera e residente a Vibo Valentia. L’Autorità giudiziaria ha disposto per la donna la custodia cautelare in carcere.
La vicenda risale alla notte del 19 agosto, quando, intorno alle 2.50, la Polizia di Stato è intervenuta nell’abitazione dell’anziano dopo una richiesta di soccorso. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno trovato l’uomo privo di coscienza, disteso sul letto e con diverse bende intrise di sangue sul corpo, soprattutto nella zona addominale.
Trasportato in codice rosso all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, l’87enne è stato sottoposto agli accertamenti che hanno evidenziato una massiva emorragia toracica, una ferita da taglio nella regione ipogastrica e multiple fratture scomposte. Per la gravità delle condizioni è stato trasferito d’urgenza all’ospedale di Catanzaro, dove si trova tuttora ricoverato con prognosi riservata.
Le indagini della Squadra Mobile di Vibo Valentia, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, avrebbero portato all’acquisizione di gravi elementi indiziari nei confronti della donna, che lavorava come badante dell’anziano.
La donna aveva iniziato il proprio incarico alla fine di giugno, in sostituzione temporanea di una connazionale, e avrebbe dovuto concluderlo il 20 agosto.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna avrebbe allestito nella camera da letto dell’anziano una rudimentale sala operatoria. Avrebbe quindi somministrato alla vittima sostanze dall’effetto sedativo e, dopo averlo addormentato, gli avrebbe praticato una lacerazione all’addome utilizzando un coltello da cucina.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati diversi coltelli, guanti in lattice e una confezione di sodio cloruro-
Resta da chiarire il movente dell’aggressione. Interrogata alla presenza del difensore, la donna avrebbe riferito di aver agito con l’intenzione di rimuovere dall’addome dell’anziano un non meglio precisato “animale”.
Gli investigatori hanno ritenuto sussistente un concreto pericolo di fuga, anche alla luce della presenza di una valigia già pronta e dell’assenza di una stabile dimora.
Per questo la Squadra Mobile aveva proceduto d’iniziativa al fermo di indiziato di delitto della donna, successivamente trasferita nella Casa Circondariale di Reggio Calabria su disposizione del Pubblico Ministero di turno. Ora la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e accertare le motivazioni alla base dell’aggressione.



