Sotto inchiesta pure il padre Domenico e il tesoriere Martino. Autoriciclaggio tramite polizze assicurative e investimenti. L’indagine nata dalle querele della commissaria Senese
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I soldi della Camera Sindacale Uil di Crotone usati come un bancomat per spese che nulla avevano a che vedere con le attività sindacali.
Qualche esempio?
Acquisti su Amazon, in profumeria, viaggi in aereo, visite a Gardaland e al parco giochi Etnaland. E ancora hotel, ristoranti, boutique, visite mediche e perfino la spesa al supermercato e soste al Mc Donald’s.
Il denaro passava, secondo l’accusa formulata dalla Procura di Crotone, guidata da Domenico Guarascio, dai conti correnti della Uil di Crotone a una prepagata intestata a Fabio Tomaino, 52 anni, segretario della Camera Sindacale Uil di Crotone, dal giugno 2018 fino al 23 maggio 2025. Prelievi che variavano dalle 3000 alle 1000 euro, destinati «alle proprie esigenze personali», scrive il pm Matteo Staccini nel decreto di sequestro preventivo d’urgenza disposto stamane dalla Procura e che ha portato al sequestro, nei confronti di Fabio Tomaino, di beni per un valore complessivo pari a 62.482,24 euro in quanto prodotto del delitto di autoriciclaggio.
L’appropriazione indebita e l’autoriciclaggio
Secondo l’accusa, Tomaino si sarebbe appropriato «complessivamente, di una somma pari a 158.829,82 euro destinandoli alle proprie esigenze personali». Nel decreto di sequestro il pm specifica che l’autorità giudiziaria «ha provveduto alla contestazione del delitto di autoriciclaggio solo per una quantità inferiore rispetto alla provvista indebitamente percepita da Fabio Tomaino (quantificata in una somma pari a 158.829,82 euro, ossia quella parte di denaro che lo stesso ha destinato per l’acquisto di polizze e per la cartolarizzazione di crediti (e pari a 62.482,24 euro)».
In questa vicenda risultano indagate altre due persone: Luca Martino, classe 47 anni, di Crotone, in qualità di tesoriere provinciale della Camera sindacale Uil di Crotone dall’anno 2022; Domenico Tomaino (padre di Fabio Tomaino), 79 anni, in qualità di segretario della Camera sindacale Uil di Crotone fino al mese di giugno 2018.
Le origini dell’inchiesta
Le 153 pagine del sequestro sono in gran parte occupate da un lungo elenco di spese, da pochi euro fino anche a 1000 euro per volta.
L’inchiesta è partita il 31 luglio 2025 da una querela presentata da Mariaelena Senese, ossia dal segretario generale Uil Calabria, nonché Commissario straordinario della Camera Sindacale di Crotone (nominata a seguito delle dimissioni proprio di Fabio Tomaino).
I tre indagati sono accusati, a vario titolo, di appropriazione indebita e autoriciclaggio.
Complicità e omissioni
Le accuse delineate dalla Procura di Crotone, in seguito alle indagini della Squadra Mobile, descrivono un meccanismo ben oliato di gestione privatistica dei fondi sindacali, reso possibile da una rete di complicità e omissioni.
Secondo i capi d'imputazione, Fabio Tomaino, abusando della propria posizione apicale e del potere di firma sui conti della Camera Sindacale, avrebbe sistematicamente drenato risorse per fini personali. Le indagini hanno permesso di ricostruire un ammontare complessivo di somme sottratte che raggiunge almeno 383.422,31 euro.
Questo afferma la Procura: «… appare doveroso ribadire che, a seguito delle attività investigative, le somme individuate con un ragionevole margine di certezza come distratte dalle casse della Uil e confluite nella disponibilità personale dell'indagato ammontano ad almeno 383.422,31 euro».
Tomaino è accusato di essersi appropriato di oltre 122.000 euro sotto forma di "rimborsi chilometrici" per trasferte e spese di viaggio mai documentate, ignorando i solleciti di chiarimento inviati dalla nuova gestione commissariale. Parte di questo denaro illecito (circa 62.000 euro) è stato poi "ripulito" attraverso il reato di autoriciclaggio: Tomaino avrebbe infatti utilizzato i fondi sottratti per acquistare polizze assicurative e investire in operazioni finanziarie di cartolarizzazione dei crediti, cercando così di ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del denaro.
Luca Martino: il tesoriere che non controllava
La posizione di Luca Martino è ritenuta centrale in quanto, ricoprendo la carica di Tesoriere Provinciale dal 2022, aveva l'obbligo di vigilare sulla regolarità contabile dell'ente. L'accusa sostiene che Martino abbia «volontariamente abdicato» ai propri compiti di controllo, omettendo di verificare la legittimità delle ingenti uscite finanziarie a favore di Tomaino. Il suo coinvolgimento non sarebbe stato meramente passivo: Martino avrebbe infatti controfirmato materialmente gli assegni utilizzati per distrarre il denaro dalle casse sindacali.
Domenico Tomaino: l'eredità gestionale e i rimborsi sospetti
Nonostante avesse lasciato la carica di segretario nel 2018, Domenico Tomaino avrebbe mantenuto il potere di firma sui conti correnti fino al 28 dicembre 2022, conservando di fatto la disponibilità operativa delle risorse. Egli è accusato di aver concorso nell'appropriazione indebita beneficiando personalmente di circa 29.967,70 euro, erogati tramite assegni e rimborsi chilometrici privi di alcuna pezza giustificativa. Tali pagamenti sono stati ritenuti dagli inquirenti palesemente incongrui, sia per l'assenza di un ruolo formale dell'uomo nel sindacato dopo il 2018, sia per le sue condizioni di salute che avrebbero reso impossibile l'intensa attività di trasferta dichiarata. Secondo la Procura, il suo inserimento nel “meccanismo” è stato agevolato dal figlio Fabio, creando una gestione familiare e illecita del patrimonio della Uil di Crotone.


