Operazione Aesontium

Arresti a Catanzaro, il market della droga attivo 24 ore su 24: a consegnare le dosi anche minori

Eroina, cocaina, hashish... le storie di chi tenta di disintossicarsi ma non riesce e torna a viale Isonzo. Si entra nella case, si consuma e si va via 

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di Luana  Costa
12 ottobre 2021
20:08
Scatto di viale Isonzo, quartiere a sud di Catanzaro
Scatto di viale Isonzo, quartiere a sud di Catanzaro

Il market della droga a Catanzaro è attivo 24 su 24: di giorno e di notte, nelle traverse e nei palazzoni marroni di viale Isonzo, quartiere a sud del capoluogo divenuto vera centrale dello spaccio in città. A consegnare la droga anche bambini nelle mani di tossicodipendenti provenienti anche dall'hinterland: Girifalco, Soverato e persino da Lamezia Terme. Molti con un lungo percorso - ma fallito - di disintossicazione sono clienti abituali delle due famiglie rom che detengono il controllo del traffico di stupefacenti: fiumi di droga che seguono le rotte dalla Puglia o dal versante ionico catanzarese per essere smerciati al minuto.

Lo stress da lavoro

«Circa dieci anni fa ho iniziato a fare uso di cocaina con una frequenza di quattro o cinque volte a settimana» racconta un giovane, Pasquale, fermato dai carabinieri dopo l'acquisto dello stupefacente. «Dopo circa un anno ho deciso di iscrivermi al Sert di Soverato, dove ho iniziato una cura con Subutex. Ormai da alcuni anni non ho più la necessità di assumere il farmaco ma alcune volte a causa dei turni stressanti di lavoro o per altri problemi assumo cocaina. Mi reco dai nomadi di traversa Isonzo da circa tre mesi con una frequenza di circa dieci giorni generalmente durante le ore del mattino, soprattutto a cavallo di turni stressanti. È ormai abitudine farmi entrare nella stanza adibita a cucina-salone e dalla mia richiesta chi è deputato alla consegna si sposta in un'altra stanza della casa per fare subito ritorno con la dose richiesta».


Problemi al cuore

«Circa venti anni fa ho iniziato a fare uso di droga del tipo eroina e cocaina» specifica Aurelio. «Prima facendone uso tutti i giorni, attualmente a causa dei problemi di salute che mi hanno portato ad una degenza per un intervento al cuore, ho ripreso a fare uso di cocaina ed eroina con una frequenza quasi giornaliera. Attualmente sono iscritto al Sert di Catanzaro, dove sono in cura con la somministrazione di metadone. Faccio uso di stupefacente quasi quotidianamente per tale motivo sono costretto spesso, almeno tre o quattro volte a settimana a seconda della disponibilità economica. Inizialmente a consegnare lo stupefacente erano alcuni ragazzini in attesa di assuntori richiedenti dosi di droga, solo dopo un anno ho iniziato a recarmi direttamente presso due abitazioni».

Disintossicazione fallita

«Dal 2001 ad oggi (2017 ndr) ho fatto uso assiduo di sostanza stupefacente del tipo eroina e hashish» racconta Luca. «Attualmente sono iscritto al Sert di Catanzaro pur non andando a sottopormi alle cure. Quando sono stato fermato dalla volante mi ero recato a comprare eroina nella seconda traversa Isonzo, all'ultimo portone sulla sinistra al quarto piano, dove all'interno dello stesso appartamento l'ho consumata fumandola. Ho preferito consumarla dentro per evitare controlli delle forze dell'ordine con il rischio di perdere la sostanza. Ogni volta che devo rifornirmi di eroina mi reco a viale Isonzo».

La droga in mano ai minori

«Faccio uso di sostanze stupefacente del tipo cocaina ed eroina da circa otto anni» spiega Antonio alle forze dell'ordine che lo fermano subito dopo l'acquisto di stupefacente. «In seguito dopo circa un anno ho smesso, a dicembre 2016 ho ripreso a fare uso di stupefacenti e ho ricominciato a recarmi presso i nomadi di viale Isonzo a Catanzaro, precisamente da quelli abitanti i palazzi popolari marroni».

«Attualmente sono in cura al Sert di Soverato dove assumo come terapia il metadone. Questa mattina verso le 13 sono giunto all'interno del complesso abitativo di traversa Isonzo, sono entrato dalla seconda traversa salendo da Catanzaro Lido e dopo aver fatto il giro dei palazzi mi sono fermato al primo portone situato sul retro del complesso, dove sul davanti c'è una specie di giardino con qualche albero e una piccola baracca. Sono sceso e mi sono recato all'interno del portone, sono salito al piano terra sulla sinistra dell'ingresso principale. Sul posto vi erano due ragazzi e una donna con i capelli biondi mi hanno fatto entrare in casa, ho chiesto se potevano fornirmi 30 euro di eroina e 50 euro di cocaina. Una volta dentro l'abitazione uno dei due ragazzi apriva un pensile della cucina situato sulla destra della camera adibito a cucina prelevava quanto gli avevo chiesto consegnandomela».

Giornalista
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