Operazione Turos

Arresti usura nel Crotonese: «Alcuni hanno denunciato. Gli uomini dei clan usati per minacciare le vittime»

VIDEO | Il comandante della Guardia di finanza di Crotone: «I tassi usurari andavano dal 30 al 120%. Colpiti dalla spregiudicatezza con cui minacciavano e intimorivano gli imprenditori»

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di Francesca Caiazzo
27 ottobre 2021
15:12

È iniziata molto tempo fa, l’indagine della Guardia di Finanza di Crotone, che questa mattina ha portato all’arresto di cinque persone per usura, anche aggravata dalle modalità mafiose, estorsione e abusivismo finanziario. L’operazione condotta dalle fiamme gialle, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, «ha permesso di stroncare l’operatività criminale di alcuni soggetti che applicavano tassi che si aggiravano tra il 30 e il 120% a imprenditori in situazioni economiche estremamente disagiate» spiega il colonnello Luigi Smurra, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Crotone.

Non tutte le vittime hanno collaborato alle indagini

Alcune delle vittime di usura hanno collaborato nel corso delle indagini, altre non l’hanno fatto «per l’evidente situazione di pericolo sofferto e – prosegue il comandante - di soggezione nei confronti dei criminali. Comunque, con grande caparbietà e determinazione, gli investigatori sono riusciti a ricostruire numerosi episodi di usura e abusivismo finanziario e le numerose pratiche illecite perpetrate nei confronti di questi imprenditori in difficoltà».


Smurra aggiunge che, l’attività investigativa, avvalendosi «non soltanto dei tradizionali metodi investigativi quindi intercettazioni telefoniche e ambientali», ha consentito di «ricostruire l’intera pista economico-finanziaria, che ha permesso di ottenere risultati anche dal punto di vista della sottrazione dei proventi derivanti da queste odiose attività delittuose».

Coinvolti anche soggetti vicini alla criminalità organizzata

Per la restituzione dei soldi, i presunti strozzini non si facevano scrupolo di minacciare ed esercitare pressioni piscologiche, facendosi dare man forte anche da soggetti vicini alla cosca Grande Aracri di Cutro: «Abbiamo avuto modo di appurare, dal punto di vista probatorio, anche l’intervento, in alcuni casi, di esponenti della criminalità organizzata, che – aggiunge Smurra - hanno fiancheggiato i soggetti che applicavano i tassi di usura ai prestiti, per intimidire le vittime. L’aspetto che ci ha più allarmati, dal punto di vista investigativo, è stata la spregiudicatezza, in alcuni casi, nell’intimorire le vittime a restituire il capitale prestato». Ma non sempre la restituzione dei soldi più gli interessi bastava a saldare il debito: «Addirittura, in alcuni episodi, abbiamo riscontrato come le vittime abbiano dovuto cedere anche delle attività economiche».

L'impegno costante della Guardia di finanza

L’usura resta uno dei fenomeni criminali più odiosi, proprio perché fa leva sulle difficoltà economiche delle vittime, su cui la Guardia di finanza non allenta la morsa investigativa sia per stroncare questo tipo di attività illecite sia per «individuare e togliere le ricchezze illecitamente accumulate e riconducibili a queste pratiche perniciose, che vanno a colpire fondamentalmente i cittadini in stato di bisogno». Per questo, sottolinea Smurra, le fiamme gialle operano «in maniera trasversale, a 360 gradi, per colpire quei fenomeni che distorcono la concorrenza sul mercato e allo stesso tempo vanno a penalizzare i cittadini onesti».

 

Giornalista
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