Asp Reggio, la Uil denuncia: «Ai dirigenti medici ricche indennità non dovute»

Duro attacco del segretario territoriale Nicola Simone ai vertici dell'Azienda sanitaria: «Quel personale medico avrebbe la responsabilità di strutture-unità operative che ad una attenta disamina risulterebbero inesistenti»

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di Redazione
3 settembre 2020
14:38

La Uil di Reggio Calabria torna a denunciare «la probabile illegittima corresponsione di laute indennità a decine di dirigenti medici in servizio all’Asp di Reggio Calabria. Tale possibile illecita pratica discenderebbe dal fatto che detto personale medico avrebbe la responsabilità di strutture-unità operative che ad una attenta disamina risulterebbero inesistenti».

 

Queste strutture, secondo il segretario territoriali della Uil Nicola Simone, non sarebbero previste dall’Atto Aziendale, unico elemento giuridico che possa suffragare «la legittimità dell’esistenza all’interno dell’Asp di unità operative, semplici dipartimentali e semplici dalla effettiva guida delle quali discendono responsabilità organizzative e la legittima corresponsione delle indennità collegate. Inoltre sembra non insistano, altresì, atti deliberativi che legittimino detti incarichi e, soprattutto, i contratti stipulati tra Asp ed i singoli dirigenti. Cosa assolutamente grave sotto il profilo penale e contabile è che risulterebbe che alcuni dirigenti percepiscano la indennità pur essendo applicati in ambiti lavorativi completamente diversi».

 


La situazione descritta dal segretario Simone rappresenterebbe «oltre che un possibile grave danno erariale, marasma organizzativo, la stura a numerosissimi contenziosi e una persistente e reiterata pratica immorale ed illegale - si legge nella nota - Qualora quanto rappresentato fosse corrispondente al vero rappresenterebbe a carico dei direttori generali, dei commissari straordinari, dei direttori sanitari, dei direttori amministrativi, dei responsabili dell’ufficio del personale e della ragioneria che si sono succeduti nel tempo gravissime responsabilità contabili».

 

«Dette responsabilità - conclude Simone - chiaramente sono addebitabili, altresì, ai dirigenti che avrebbero indebitamente goduto di tali indennità aggravata dal fatto che sarebbero stati per anni distratti dai propri compiti di istituto».

 

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