Autismo, giudice stabilisce diritto risarcimento ma l’Asp di Reggio non paga

VIDEO | Dopo una mattina passata a presidiare l’ingresso dell’Azienda sanitaria il commissario Giovanni Meloni ha ricevuto una delegazione e ha accolto le loro istanze

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di Elisa Barresi
2 marzo 2021
19:20

Hanno lottato per i loro figli. Hanno provato a dare voce a chi voce non ha come i bambini affetti dallo spettro autistico. Hanno portato avanti battaglie per anni nonostante le difficoltà e hanno vinto. Il tribunale ha riconosciuto loro il diritto al risarcimento delle somme spese per garantire terapie fondamentali per i loro figli. Ma a Reggio Calabria da due anni si assiste a un paradosso: Stato contro Stato. Proprio così perché se da un lato un giudice stabilisce il risarcimento dall’altra l’Asp, guidata dal Prefetto e commissario Giovanni Meloni, non dà seguito alla sentenza.

Dopo altri due anni di attese, rimpalli, rinvii e lotte, 14 famiglie H dell’associazione “Il volo delle farfalle” oggi hanno avviato una protesta ad oltranza per ottenere quantomeno una risposta da parte della commissione straordinaria. Sono genitori stanchi e afflitti perché oltre a dover combattere con i limiti della disabilità sono costretti anche a battagliare con le istituzioni che, invece di tutelarli, li ostacolano.


Hanno annunciato lo sciopero della fame e della sete, sono disposti a dare la loro vita per i loro figli che hanno solo avuto la sfortuna di nascere non disabili ma in Calabria. Una terra dove i diritti spesso vengono scambiati con concessioni, dove non esistono centri pubblici per l’autismo e dove i genitori che pur di curare i loro figli si indebitano poi non ottengono un sacrosanto risarcimento. Meloni non li ha ancora ricevuti ma loro non intendono fare un passo indietro e continueranno ad oltranza la protesta perché «siamo la voce dei nostri figli che non possono parlare e siamo stanchi e avviliti perché ci hanno abbandonato. Non è possibile – ci spiega Angela – che dopo aver ottenuto una sentenza del tribunale adesso non intendano pagare le terapie dei nostri figli. Non sono un capriccio ma terapie che per loro sono salvavita».

Dopo una mattina passata a presidiare l’ingresso dell’Asp il commissario Giovanni Meloni ha ricevuto una delegazione e dopo un lungo incontro ha accolto le loro istanze. È pronto a dare seguito alla sentenza Meloni ma ci conferma che le difficoltà non mancano e che siamo ancora in una fase di «work in progress». Con i genitori si aggiorneranno giovedì, dopo essersi confrontato con gli altri commissari ma ci garantisce che «è una problematica che stiamo attenzionando nonostante I ritardi e gli errori commessi In precedenza».

Giornalista
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