Beni confiscati, Libera: «In Calabria 63% dei comuni non è trasparente»

Emerge dal report "RimanDATI" dell'associazione. Sono 88 gli enti calabresi, sui 139 monitorati, che non forniscono informazioni sui beni strappati alla criminalità e a loro affidati (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
27 febbraio 2021
15:28

Su 139 comuni calabresi monitorati, come destinatari di beni immobili confiscati, 88 non pubblicano elenco e informazioni sul loro sito internet. Ciò significa che il 63% dei comuni è inadempiente. È quanto rileva "RimanDATI", il primo report nazionale di Libera sullo stato della trasparenza dei beni confiscati nelle amministrazioni locali, promosso in collaborazione con il Gruppo Abele e il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino.

Dei comuni calabresi "rimandati" sul livello di trasparenza della 'filiera" della confisca dei beni mafiosi, la maggior parte comunica in maniera parziale e non pienamente rispondente alle indicazioni normative.


Anche a livello nazionale i comuni italiani vengono "rimandati": su 1.076 comuni monitorati destinatari di beni immobili confiscati 670 non pubblicano l'elenco sul loro sito internet. Il primato negativo in termini assoluti spetta ai comuni del Sud Italia compreso le isole con ben 392 enti locali che non pubblicano elenco, segue il Nord Italia con 213 comuni e il Centro con 65.

«Il report - commenta Davide Pati, vicepresidente nazionale di Libera- analizza l'operato dei comuni e ad essi si rivolge: sono loro gli enti più prossimi al territorio e il primo fronte per l'esercizio della cittadinanza; potenziare le loro effettive capacità di restituzione alla collettività del patrimonio sottratto alla criminalità non va inteso solo come l'adempimento di un onere amministrativo, ma come un'opportunità di 'buon governo' del territorio. Quando riconsegnati alle autonomie locali, i beni confiscati alle mafie rappresentano - aggiunge Pati -una questione eminentemente politica e per deciderne efficacemente il destino occorre favorire forme innovative di organizzazione sociale, economica e istituzionale ispirate ai principi della pubblica utilità e del bene comune».

Il report si sofferma sul caso del comune di Reggio Calabria che supera la sufficienza. L'Ente, infatti, si è dotato di un portale dedicato specificamente ai beni comuni e confiscati, dove è presente l'elenco - navigabile anche attraverso alcuni filtri - di tutti gli immobili confiscati e trasferiti al patrimonio comunale. Non è però possibile in alcun modo scaricarlo e dunque è da intendersi in formato chiuso. Nella tabella generale sono presenti molte informazioni di dettaglio su dati catastali, ubicazione, tipologia, decreti di destinazione, oltre ad alcune notizie sulla destinazione e la consegna.

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