Il boss Nirta coinvolto nel rapimento di Aldo Moro?

Una foto pubblicata da Il Messaggero riaccende i dubbi. Sul luogo della strage di Via Fani ci sarebbe anche Antonio Nirta, soprannominato ‘Due Nasi’, boss di ‘ndrangheta. La sua implicazione potrebbe cambiare la storia della morte di Aldo Moro

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di Manuela Serra
22 gennaio 2016
11:00

No, non c’è ancora pace per Aldo Moro rapito e ucciso nel 1978 dalla Brigate Rosse. Si riaccendono i dubbi dopo che Il Messaggero ieri, in un articolo a firma di Italo Carmignani, ha reso noto e pubblicato una foto che ritrae via Fani e la scena del crimine. Nella foto la Fiat 130 del presidente della Dc, l'Alfa Romeo della scorta, i corpi dei carabinieri uccisi dai brigatisti rossi, i curiosi e anche un particolare che riaccende i dubbi.


Cerchiata in rosso la figura di un uomo con la sigaretta. Nulla di strano fin qui, se non fosse che la persona in questione sarebbe Antonio Nirta, soprannominato ‘Due Nasi’. Nirta è calabrese confidente del generale Francesco Delfino, già implicato nelle stragi di terrorismo, già, si dice, vicino ai servizi segreti deviati. Nirta è un boss di ‘ndrangheta.



Perchè dunque è sul luogo della strage? La sua implicazione potrebbe cambiare la storia della morte di Aldo Moro.

 

Quello scatto firmato dal reporter Gherardo Nucci, arriva all’archivio della Procura di Perugia quando il procuratore Fausto Cardella, sta indagando per cercare di dare un autore e un mandante all’omicidio di Mino Pecorelli, giornalista a conoscenza, come Moro, di tanti segreti italiani.


Anche per Pecorelli la pista privilegiata è quella di un agguato messo a segno dalla ‘ndrangheta calabrese. Viene interrogato Ubaldo Lauro, collaboratore di giustizia. Lauro non chiarisce l’omicidio di Pecorelli, ma da informazioni fondamentali su Nirta: ‘Nirta era un ‘infame e confidente del Generale Delfino, Nirta e i De Stefano erano infami, tragediatori e legati ai Servizi Segreti dice Pasquale Condello…E Pasquale Condello dice realtà’.

 

Un’ipotesi già avanzata dagli anni ’90 - L’ipotesi di Nirta coinvolto nel rapimento di Aldo Moro e infiltrato nelle Brigate rosse era circolata già negli anni ’90, quando nell’ambito del processo “Moro quater”, il pm Antonio Marini interrogò il pentito di ‘ndrangheta Saverio Morabito circa quello che l’organizzazione criminale calabrese aveva saputo sul delitto.


E Morabito fu chiaro in quell’occasione: ‘Nirta fu fisicamente presente al rapimento Moro’.


Un dubbio che dunque rimane, un segreto che Antonio Nirta si porterà probabilmente nella tomba: “Due nasi” è morto da incensurato il primo settembre 2015 a Benestare, in Calabria.

Giornalista
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