Il boss con il reddito di cittadinanza, sequestro e denuncia per Vincenzo Barba

L'operazione condotta dalla guardia di finanza e coordinata dalla procura di Vibo Valentia proseguirà per accertare eventuali connivenze o mancati controlli da parte di chi avrebbe avuto il dovere di vigilare

6 maggio 2020
10:41
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Condannnato in via definitiva per associazione mafiosa e percettore di reddito di cittadinanza. La guardia di finanza ha denunciato alla procura di Vibo Valentia Vincenzo Barba, ottendo anche il sequestro delle somme che sarebbero state percepite dal pregiucato. L'operazione contro Barba trae origine da una serie di accertamenti promossi dalla procura di Vibo Valentia ed eseguiti dalle Fiamme gialle per verificare la regolarità delle fruizioni del reddito di cittadinanza, con lo scopo di verificare se allo stesso hanno avuto accesso soggetti che non ne avevano diritto e persone vicine alla criminalità organizzata. 

 

I controlli hanno permesso di accertare come l'esponente apicale della criminalità organizzata vibonese aveva omesso di comunicare all’Inps la presenza, a suo carico, di precedenti condanne passate in giudicato, preclusive dell’erogazione del beneficio richiesto, aveva indebitamente percepito, nel periodo settembre 2019 – gennaio 2020, l’importo di 4.500 euro. Barba Vincenzo, alias u Musichiere, di 68 anni, vanta precedenti penali, tra gli altri, per estorsione, sequestro di persona, ricettazione, truffa e usura, ritenuto esponente apicale del clan “Lo Bianco-Barba” di Vibo Valentia, condannato dalla Corte di Appello di Catanzaro per associazione a delinquere di stampo mafioso, sentenza divenuta irrevocabile.

 

Barba, in passato, in numerose operazioni di polizia, quali “Robin-Hood”, “Nuova Alba”, “Flash” e, recentemente, è stato tratto in arresto nell’operazione “Rinascita Scott“, della Dda di Catanzaro, che ha fatto emergere, dopo la morte di Carmelo Lo Bianco, detto “Sicarro”, la sua costante ascesa negli anni fino ad assumere, insieme ad altri, la qualità di promotore, organizzatore, capo e contabile della ‘ndrina e della Società Maggiore di Vibo Valentia. Agli atti dell’inchiesta emergeva, altresì, il suo ruolo di contabile della cosca, alternativamente a Raffaele Franzè, detto “Lele U Svizzeru”, deceduto.

 

Al termine del controllo i finanzieri lo hanno denunciato alla procura guidata dal procuratore Camillo Falvo. Il sostituto procuratore Filomena Aliberti ha richiesto al gip l’emissione di un decreto di sequestro preventivo di 4.500 euro circa, quale profitto illecito conseguito a seguito della commissione del reato. La Procura della Repubblica guidata dal procuratore Falvo proseguirà nell’attività di verifica in materia di reddito di cittadinanza, per evitare che le somme possano andare a beneficio di boss mafiosi o altri appartenenti alle cosche, verificando anche l’esistenza di eventuali connivenze o mancati controlli ad opera di chi poteva e/o doveva evitare che ciò potesse accadere.

 

La Guardia di Finanza, come in passato, continuerà ad eseguire altri interventi in materia di reddito di cittadinanza nell’ambito del Piano Operativo “Prestazioni Sociali Agevolate”, con lo scopo di contrastare le condotte di indebita richiesta, percezione e/o fruizione di Prestazioni Sociali Agevolate spettanti a cittadini in condizione economica e sociale svantaggiata, collegate alla presentazione di Dichiarazioni Sostitutive Uniche. L’azione del Corpo, infatti, è finalizzata a prevenire e reprimere condotte illecite dall’elevato disvalore sociale in quanto tese a sottrarre risorse alle fasce più bisognose della popolazione, evitando il dispendio di risorse a beneficio di soggetti non aventi diritto, come, ad esempio, i condannati in via definitiva per associazione a delinquere di tipo mafioso.

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