Cacciato per il cognome, dopo le polemiche il Cosenza calcio reintegra Santapaola

In attesa di un comunicato ufficiale del club bruzio pare che il giovane Pietro J Santapaola abbia ricevuto un messaggio, al momento informale. La mamma: «Mio figlio è orgoglioso di vestire la maglia del Cosenza»

di Francesco Spina
19 marzo 2021
16:32

Pietro Junior Santapaola è un giocatore siciliano, arrivato nella Primavera del Cosenza nello scorso mese di gennaio. Talento puro al servizio dei lupacchiotti, con una passione per il calcio nata all’età di 10 anni. Nelle ultime settimane, la vicenda del giovane Santapaola sta facendo discutere. Per la società di Eugenio Guarascio, il 17enne pare abbia un peccato originale: è figlio di Pietro Santapaola, recentemente condannato in primo grado di giudizio a 12 anni di carcere per associazione mafiosa per fatti che risalirebbero a prima che il figlio nascesse. Ecco dunque che il giovane calciatore è stato allontanato dalla Primavera rossoblù, secondo molti proprio a causa del suo cognome “pesante”.Un pentito dice che Santapaola senior farebbe parte del sanguinoso clan facente capo al prozio Benedetto Santapaola, noto alle cronache come Nitto. Ma Pietro Junior è estraneo a qualunque dinamica processuale. Cresciuto a Messina con la famiglia, è andato via di casa quando era ancora un bambino per inseguire la sua passione, una passione che lo ha portato a vestire la maglia del Cosenza.

La solidarietà dei tifosi 

La vicenda ha avuto tanti risvolti e molti attestati di solidarietà, in primis dal mondo del tifo organizzato cosentino, che si è schierato interamente dalla parte del giovane calciatore, chiedendo alla società un reintegro in rosa. Nel frattempo, però, invece di rivedere la sua decisione, il presidente Guarascio esonera anche l'allenatore Emanuele Ferraro. Sembrerebbe che il tecnico abbia dimostrato il proprio disappunto verso la decisione, lodando le qualità umane e professionali del giovane.


La comunicazione informale

Nelle ultime ore, però pare che il Cosenza abbia inviato una mail a Santapaola, comunicandogli il suo reintegro in squadra con la possibilità di tornare ad allenarsi non appena appena terminerà la quarantena dei suoi compagni  disposta dall’Asp di Cosenza per un caso di positività al Covid-19. Una comunicazione al momento informale, con il legale e la mamma del giovane calciatore (minorenne) che adesso sono in attesa di quella ufficiale. « Si tratta di unacomunicazione ufficiosa - precisa il legale di Santapaola, Silvestro Salvatore, perché in calce alla mail non vi è nessuna firma». Lo stesso avvocato, ieri, aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica per mobbing contro il Cosenza calcio. « Mi farebbe piacere che la vicenda si chiudesse senza strascichi giudiziari, ma riteniamo che il presidente Guarascio dovrebbe formalmente scusarsi per l'accaduto e ufficialmente richiamare il ragazzo in squadra. Inoltre, nella mail si parla di fatti travisati, ma noi sappiamo bene che non è così e abbiamo le prove di quanto sosteniamo, ci sono i file audio che testimoniano quanto accaduto. Ritireremo la denuncia quando il mio assistito riceverà una comunicazione ufficiale». Anche la mamma del giovane calciatore è in attesa di atti ufficiali che consentano al figlio di poter ritornare in campo: «Nei prossimi giorni sapremo di più – ci ha detto Katia Sparacino – siamo stanchi di questa vicenda. Pietro era molto felice ed orgoglioso di essere un lupacchiotto del Cosenza e soprattutto di sudare la maglia per realizzare il suo sogno»

Giornalista
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