Calabria zona rossa, gli imprenditori di Siderno non ci stanno: «Adesso basta»

Il cuore pulsante dell'economia della Locride in ginocchio dal lockdown: «Abbiamo provato a rialzarci subito dopo la prima ondata. Non ci stiamo e ci faremo sentire»

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di Ilario  Balì
8 novembre 2020
08:33

«Adesso basta, con questi Dpcm il presidente Conte ci ha stufato». È in buona sostanza questo il profondo grido d’allarme di un gruppo di imprenditori di Siderno, all’indomani dell’approvazione del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri con il quale la regione Calabria è stata dichiarata zona rossa dal Governo presieduto dal presidente Giuseppe Conte.

Un provvedimento che non è andato affatto giù, soprattutto sotto il profilo squisitamente economico, al cuore pulsante dell’economia della Locride, «che certamente ci vede ancora una volta penalizzati dopo il pesante confinamento della primavera scorsa – attaccano alcuni rappresentanti del commercio sidernese – che ci ha letteralmente messo in ginocchio con tutte le conseguenze negative che abbiamo patito per le nostre attività e, di riflesso, per le nostre famiglie, presentare il conto ancora una volta a noi, ai bar, ai ristoranti e per esteso a tutto il tessuto economico della cittadina e del comprensorio è davvero troppo».

Non ci stanno, e lo fanno capire senza “se” e senza “ma”, i commercianti di Siderno a cui, con il passar delle ore, si sono aggiunti tanti cittadini comuni per una misura che continua a far discutere e «che ci porta dritti dritti sul lastrico, in un momento in cui ci si sta organizzando per allestire al meglio il periodo natalizio che, a causa di tale decreto, viene spazzato via tagliando di netto le gambe a tutti noi, che già a prezzo di grandi sacrifici abbiamo provato a rialzarci subito dopo la prima ondata di Covid 19 – riprendono – non ci stiamo e ci faremo sentire già nelle prossime ore presso la Cittadella regionale, è assurdo stare qui a chiudere i confini regionali e comunali ad una regione che ha poco più di duecento contagi quando altrove ce ne stanno 4-5mila e sono stati addirittura collocati in “zona gialla”, ma stanno dando i numeri?».

Giornalista
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