Crotonese a secco

Carenza idrica, la Regione chiede alla società A2a «subito 10 milioni di metri cubi d’acqua»

L’assessore all’Ambiente Sergio De Caprio detta la linea nel corso di una riunione a cui ha partecipato anche il prefetto Ippolito. Lotta all’abusivismo e ottimizzazione delle condotte le sfide immediate per placare la sete del territorio

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di Redazione
6 agosto 2021
18:27
L’assessore De Caprio durante la riunione in Regione
L’assessore De Caprio durante la riunione in Regione

di Claudio Labate
Immettere nelle condotte 10 milioni di metri cubi di acqua, per garantire le esigenze di irrigazione del Consorzio e le esigenze dei cittadini di Isola Capo Rizzuto e Cutro. Contestualmente il Dipartimento Agricoltura della Regione dovrà ottimizzare la condotta ormai vetusta, e il Consorzio di bonifica Ionio Crotonese dovrà impegnarsi nell’istallazione di dispositivi di misurazione su tutta la condotta in modo che si sappia esattamente chi ci si approvvigiona dell’acqua.

È questa, in sintesi, la linea stabilita dalla Regione per far fronte alla crisi idrica che si sta registrando nel Crotonese, con gravi ripercussioni sul comparto agricolo. Il tema è stato al centro dell’incontro in videoconferenza a cui erano presenti i dirigenti generali dei dipartimenti regionali Ambiente e Agricoltura, Gianfranco Comito e Giacomo Giovinazzo; il prefetto di Crotone, Maria Carolina Ippolito; il presidente regionale di Coldiretti, Franco Aceto; il presidente del Consorzio di bonifica Ionio Crotonese, Roberto Torchia; i sindaci di Roccabernarda e Isola Capo Rizzuto, Nicola Bilotta e Maria Grazia Vittimberga; Girolamo Bonfissuto, componente commissione straordinaria al Comune di Cutro, e Roberto Scottoni, in rappresentanza della società produttrice di elettricità A2a.


Proprio alla società A2a l’assessore Sergio De Caprio ha chiesto la disponibilità di 10 milioni di metri cubi d’acqua, chiarendo che questa quantità sarà ricompensata ad A2a allo stesso prezzo con cui le è stata ceduta col canone di concessione. Apriremo a breve un tavolo di confronto con la società stessa: «L’acqua della Regione Calabria – ha aggiunto l’assessore - è destinata a uso potabile, irriguo e anche industriale, non possiamo ripagarla a un prezzo maggiore di quello con cui la cediamo. Questa è la linea della Regione e su questa andremo avanti fino in fondo. Come responsabili regionali dell’Ambiente – ha spiegato - siamo chiamati a razionalizzare l’uso dell’acqua in aderenza alle direttive Ue. In tal senso, nell’ambito del Pnrr, c’è l’impegno del governo Draghi e, in particolare, del ministro della Transizione ecologica Cingolani».

Le richieste della Regione

Ed è in questo contesto, sentite tutte le parti, che De Caprio ha chiesto al dipartimento Agricoltura «di ottimizzare la condotta vetusta, pianificando le risorse necessarie in sinergia con il Consorzio Ionio Crotonese, per ripristinare la funzionalità della condotta per uso agricolo e presentare entro il 10 settembre le richieste nella programmazione 21-27». E sul piatto la Regione metterà qualcosa come 2,3 milioni euro.

Ma per fare in modo che il piano funzioni De Caprio ha chiesto anche al Consorzio «di mettere dispositivi di misurazione su tutta la condotta, in modo che si sappia esattamente chi ci si approvvigiona dell’acqua».

L’assessore ha anche chiesto agli agricoltori, rappresentati da Coldiretti, che vengano sostenuti, con fiducia e spirito di collaborazione, gli impianti di irrigazione a goccia; ai dipartimenti Agricoltura e Ambiente di incentivare, tramite le risorse disponibili, l’acquisto di tali impianti.

Infine, l’assessore ha chiesto al dipartimento Ambiente di mettere in bilancio, entro il 10 settembre, e di sostenere le richieste e le progettualità dei Comuni di Cutro (realizzazione vasca), Isola Capo Rizzuto (separazione della condotta per uso potabile da quella per uso irriguo), Roccabernarda e di Crotone (richiesta di 300mila euro).

Rischio sociale

La Coldiretti, con il presidente Aceto, nel sottollineare la tempestività dell’intervento della Regione ha sottolineato «l’assoluta necessità di aumentare la capacità idrica nel Crotonese per non generare un vero e proprio rischio sociale, considerato che l’agricoltura rappresenta il comparto più importante per l’economia di quel territorio. Questa crisi – ha concluso - può incidere molto negativamente sui livelli di occupazione del settore».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Consorzio di Bonifica Ionio Calabrese che ha sottolineato il clima di tensione che si respira nel mondo agricolo, rimarcando come la  quantità di risorsa idrica è insufficiente a soddisfare le esigenze del territorio.

Anche il sindaco di Roccabernarda Bilotta ha messo in luce le problematiche relative alla questione idrica nella sua comunità. Carenze che sono state anche segnalate da Girolamo Bonfissuto, componente della commissione che guida il Comune di Cutro, che ha evidenziato le gravi insufficienze di un territorio che, d’estate, vede aumentare di gran lunga la sua popolazione durante la stagione turistica.

Abusivismo diffuso

È stato il prefetto di Crotone, Maria Carolina Ippolito, a sottolineare come la carenza idrica sia anche dovuta a prelievi abusivi del prezioso liquido che si registrerebbero in tutti i corsi d’acqua. In tal senso l’assessore De Caprio ha auspicato “la supervisione del prefetto nella gestione di 80mila euro di risorse che la Presidenza metterà in campo per realizzare una rete di monitoraggio con fototrappole sulla condotta irrigua del Consorzio, con l’ausilio anche delle forze dell’ordine”.

Allo stesso tempo il prefetto ha invitato i sindaci a vigilare nei propri territori per scongiurare ogni tipo di abuso ed evidenziato che è già in corso una collaborazione con il Comando dei carabinieri per effettuare controlli stringenti in tutto il territorio crotonese.

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