È scontro politico dopo l'operazione contro la criminalità organizzata che ha portato a 41 arresti, tra cui quello del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. Al centro della polemica le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha criticato il silenzio della sinistra sulla vicenda, chiamando in causa anche le proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori calabresi, e la replica della componente della direzione nazionale del Pd, Jasmine Cristallo.

«Sorprende il silenzio riservato dai colleghi di tutta la sinistra», ha dichiarato Bignami intervenendo in Aula, sottolineando come esponenti del centrosinistra, tra cui Elly Schlein, Giuseppe Conte, Vittoria Baldino e Pasquale Tridico, si fossero impegnati in prima persona a sostegno di Stasi durante la campagna elettorale. Il deputato di FdI ha richiamato la gravità delle ipotesi di reato contestate nell'ambito dell'inchiesta, che comprendono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e scambio elettorale politico-mafioso, con aggravanti legate al metodo e alle finalità mafiose. Bignami ha quindi chiesto che Conte e Schlein prendano le distanze da quelle che ha definito «proteste in odore di mafia», auspicando inoltre che il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, riferisca in Aula sulla vicenda. Parole che hanno provocato la dura reazione di Cristallo, secondo cui è «di straordinaria gravità politica e istituzionale» accostare le mobilitazioni degli agricoltori e degli autotrasportatori calabresi alla criminalità organizzata sulla base di un'indagine che coinvolge il primo cittadino di Corigliano-Rossano, che aveva espresso sostegno alle loro rivendicazioni.

Per la dirigente dem, le dichiarazioni di Bignami rischiano di trasformare un'ipotesi accusatoria individuale in uno strumento di «delegittimazione collettiva», anticipando un giudizio di colpevolezza nei confronti di una persona tutelata dalla presunzione di innocenza ed estendendo il sospetto a intere categorie di lavoratori.

«In Calabria conosciamo bene il peso della criminalità organizzata e il valore irrinunciabile del suo contrasto. Proprio per questo è inaccettabile che un'accusa ancora da accertare venga strumentalizzata politicamente per criminalizzare il conflitto sociale e delegittimare le sacrosante rivendicazioni dei lavoratori calabresi», ha affermato Cristallo.

La componente della direzione nazionale del Pd ha inoltre accusato Bignami di «garantismo selettivo», ricordando la difesa pubblica che il capogruppo di FdI aveva riservato ad Andrea Delmastro, quando emersero i rapporti societari di quest'ultimo con altre persone, tra cui la figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati aggravati dall'agevolazione del clan camorristico Senese. La società era finita al centro di un'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma per ipotesi di riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

«Il garantismo non è una franchigia riservata agli appartenenti alla maggioranza, ma un principio universale, fondamento dello Stato di diritto», ha aggiunto Cristallo, ribadendo la fiducia nella magistratura e nella sua indipendenza e autonomia. Quanto a Stasi, la dirigente dem ha riaffermato il carattere inderogabile della presunzione di innocenza e auspicato che l'accertamento giudiziario possa chiarire la sua estraneità ai fatti contestati, consentendogli di tornare quanto prima a esercitare il mandato democraticamente conferitogli dai cittadini di Corigliano-Rossano.