Catanzaro, finito nella mani degli strozzini: «Vivevo come un latitante, denunciate»

L'uomo esprime anche biasimo per la lungaggine del processo che porterà quasi sicuramente alla prescrizione dei reati e nei confronti della Prefettura di Catanzaro

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di Redazione
1 ottobre 2021
17:23

«Sono un commerciante di autoveicoli che dall’anno 2006, trovandomi in difficoltà finanziarie e non potendo rivolgermi alle banche per ottenere liquidità, optai per chiedere prestiti a dei privati, ritenendo di poter far fronte ai miei problemi e riprendermi economicamente. Avevo sempre sentito parlare di usura sulla stampa, ma trovarsi impelagati in tali contesti è tutta un’altra cosa». Così in una nota Andrea Gaetano, persona offesa nel processo Lex Genuncia che ieri ha portato alla condanna di tre persone per i reati di usura ed estorsione

In mano agli strozzini

«Per farla breve sono finito in mano a più strozzini, fino a quando, iniziate le minacce decisi di andare via da Lamezia. Vivevo come un “latitante” temendo ritorsioni fino a quando un giorno mia moglie mi propose di parlarne con la Guardia di Finanza. Io l’aggredii; a quel tempo, il fatto di rivolgermi alle forze dell’ordine non rientrava nella mia mentalità (stupida). Non sapevo, invece, che i finanzieri avevano già contattato mia moglie, poiché probabilmente avevano sospettato qualcosa circa la mia situazione.


L'aiuto dello Stato

Di fatto convinsero mia moglie a raccontare loro quello che lei conosceva delle mie disavventure finanziarie (sapeva ben poco). Inizialmente maledii il momento in cui lo aveva fatto, ma oggi ringrazio il Padre Eterno, perché quel giorno probabilmente il Misericordioso ha dato cenno della sua esistenza attraverso le fiamme gialle. Incontrai per la prima volta i finanzieri nell’aprile del 2010: perquisirono il mio domicilio e mi interrogarono. Li vedevo ancora come dei nemici, ma riuscirono presto ad acquistare la mia fiducia; infatti, parlai con loro e poi con i giudici; raccontai la mia amara verità e nel novembre del 2011 arrestarono i miei aguzzini per tre dei quali il processo si è chiuso solo il 29 novembre 2021, dopo circa dieci interminabili anni. 

A conclusione della vicenda giudiziaria, intendo pubblicamente ringraziare le sole persone nelle quali ho potuto vedere la presenza dello Stato a partire dal Procuratore Salvatore Vitiello, sost. Proc. Maria Alessandra Ruberto e brigadiere Vito Margiotta che sin dall’inizio mi hanno infuso sicurezza e fiducia facendomi sentire protetto dallo Stato. Ringrazio allo stesso modo e con uguali sentimenti gli altri finanzieri: Antonio Dongiovanni, Giovanni Parisi, Paolo Angeloni. Tutte persone che hanno espresso virtù umane di elevato spessore, oltre quelle professionali.

Decine di rinvii

Ringrazio il sig. Rocco Mangiardi, persona che mi ha dato consigli e supportato moralmente in alcune fasi critiche che ho attraversato in questi anni. Ringrazio oggi il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme,Salvatore Curcio, e i giudici, Emma Sonni e Luana Loscanna che hanno preso “di petto” il residuale processo rimasto in dibattimento, dopo essere stato costellato da decine e decine di rinvii dovuti a estenuanti richieste (legittime?) della difesa

La prescrizione

Da cittadino che ha vissuto sulla propria persona questa lungaggine, in attesa di una verità e giustizia che vedevo allontanarsi sempre di più, non essendo un tecnico del diritto ho provato solo sofferenza perché mi sentivo “scaricato” da quello Stato inizialmente presente e protettivo. Capisco chi perde la fiducia nella Giustizia. Grazie a queste lungaggini, i miei avvocati mi hanno spiegato che questo processo difficilmente giungerà al terzo grado di giudizio, poiché la prescrizione incombe. Per questo motivo, ai giudici che hanno gestito il processo nelle precedenti fasi va il mio biasimo, con l’auspicio che il mio sentimento di cittadino possa essere un’esortazione a migliorare il loro lavoro.

La Prefettura sorda

Tale sentimento di biasimo è rivolto anche alla Prefettura di Catanzaro, istituzione che avrebbe dovuto essere vicina ad una vittima di usura ed estorsione che ha collaborato con la Giustizia, invece ho riscontrato un totale abbandono da parte loro. Avevo chiesto di poter fruire dei mutui previsti per le vittime di usura, ma hanno perso il fascicolo e nel momento in cui ho avuto contezza di ciò, erano purtroppo spirati i termini di legge previsti per l’avvio del procedimento.

Non costituito parte civile

Biasimo i miei precedenti avvocati, i quali, non si sa per quale “oscuro” motivo, non mi hanno costituito parte civile nel processo, abbandonandomi a me stesso ed al mio destino, arrecandomi, con la loro omissione un danno enorme. Per ultimo, ma non per importanza, ringrazio i miei attuali avvocati: Vincenzo Barone del Foro di Nola e Alessandro del Piano del Foro di Napoli, che mi hanno preso per mano, consigliato, guidato e rassicurato nei momenti più bui e difficili di questa triste vicenda, hanno perorato la mia causa davanti a tutte le sedi opportune, e non mi hanno abbandonato un solo minuto. Mi sono stati vicini professionalmente e umanamente. Sono stati fondamentali!

L'appello a rivolgersi alle istituzioni

Sulla base di questa mia esperienza, e con queste poche righe, voglio lanciare un messaggio a tutti coloro che sanno di essere vittime di soprusi, di non esitare a rivolgersi alle Istituzioni preposte, perché solo in tal modo si può uscire da quei tunnel senza uscita. Il percorso è lungo, è vero che vi sono figure che dovrebbero rappresentare lo Stato che non ispirano fiducia, ma ho la prova che ve ne sono tantissime (sicuramente la maggioranza) che sono validissime, come quelle destinatarie dei miei ringraziamenti e si spendono oltre il dovuto per la Giustizia».

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