La mobilitazione

Catanzaro, ritardi nel pagamento degli stipendi: protestano i dipendenti della Provincia

Il presidente Sergio Abramo questa mattina aveva inizialmente deciso di raggiungere la Prefettura per consegnare le chiavi dell'ente ma in mattinata è giunta la notizia dell'approvazione da parte di Upi di un fondo del valore di 30 milioni (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
3 maggio 2022
11:05

Momenti di tensione questa mattina davanti alla Provincia di Catanzaro. Sotto la sede dell'ente intermedio i dipendenti si sono riuniti in protesta per il mancato pagamento dello stipendio di aprile.

Com'è noto la Provincia di Catanzaro è sull'orlo di un crack finanziario a causa della contrazione di una serie di mutui.Il presidente Sergio Abramo questa mattina aveva inizialmente deciso di raggiungere la Prefettura per consegnare le chiavi dell'ente ma in mattinata è giunta la notizia dell'approvazione da parte dell'Unione delle Provice d'Italia (Upi) di un fondo del valore di 30 milioni di euro.


Il presidente ha inoltre sollecitato il prefetto affinché si faccia portavoce presso il ministero per lo stanziamento di due milioni di euro utili al pagamento degli stipendi di aprile.  «Abbiamo chiesto al Prefetto – ha dichiarato il presidente - che avrà un incontro con il ministro entro giovedì di sollecitare questi trasferimenti che generalmente arrivano da parte dello Stato, devono arrivare alla Provincia circa 2 milioni e mezzo e sono in ritardo per il pagamento dello stipendio di aprile. E poi ieri sera abbiamo avuto la buona notizia dell’approvazione del fondino del valore di 30 milioni per il 2022 e 15 milioni per il 2023. Adesso aspettiamo la ripartizione per capire se la Provincia di Catanzaro avrà una somma maggiore rispetto alle altre province perché è particolare la nostra situazione finanziaria. Non sono debiti ma sono per la maggior parte contrazione di mutui. Le risorse potrebbero abbassare l’indebitamento che abbiano nei confronti delle banche. Abbiamo poi il piano di riequilibrio che aspettiamo che vanga approvato dal ministero e poi dalla Corte dei Conti perché prevede un recupero di somme anche con la vendita di immobili».

In ordine alla minaccia di rimettere il mandato il presidente della Provincia ha chiarito che «prima dell’approvazione del fondo erano stati dati 400 milioni ai Comuni e zero alle Province. È normale che un presidente pensi a rimettere il mandato perché io non l’ho creata questa situazione, l’ho trovata, vengo gratuitamente e prendo responsabilità anche grosse come quelle di aver eliminato il contratto sui derivati».

Giornalista
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