Catanzaro, tutti a spasso sul lungomare nonostante la zona rossa

Complice la primavera tante le persone che si sono riversate nel quartiere marinaro del capoluogo. Una mancanza di responsabilità e rispetto moralmente inaccettabile per i tanti sacrifici sopportati dall'intera comunità 

di Danilo Colacino
31 marzo 2021
08:30

Se quella di due giorni orsono era stata la cronaca di una domenica particolare, forse unica nel suo genere e non certo perché coincidente con la ricorrenza delle Palme bensì perché rappresentava l'ultima giornata di relativa libertà (molto relativa peraltro), per quanto ancora non è dato sapere prima dell'ingresso nell'ormai famigerata zona rossa con tutte le conseguenti restrizioni del caso, il racconto dei pomeriggi di lunedì e martedì nel popoloso e frequentatissimo quartiere marinaro di Catanzaro narra di un regime tutt'altro che duro e puro all'insegna della clausura. Anzi.

Complice l'avvento di una primavera 'luminosa', ma solo sotto il profilo delle condizioni atmosferiche purtroppo, con tanto di clima temperato e il pressoché contemporaneo allungamento delle giornate (in realtà coincidente con l'ingresso dell'ora legale che regala più tempo sotto la luce del sole), il lungomare di Lido si è trasformato in una sorta di 'piccola promenade' di Nizza. Un luogo quindi pieno di passeggiatori, ma pure podisti, ciclisti, proprietari di cani naturalmente con dolce 'peloso' al seguito (da sempre autorizzati per un numero non esagerato di camminate anche in costanza di lockdown della massima rigidità), mamme di bimbi portati a spasso sui passeggini, anziani, giovani e ragazzini in gruppo. 


Tutti, insomma. Usciti di casa in contemporanea e, lo diciamo a costo di apparire impopolari, per motivi in pochi casi davvero giustificati sulla base delle attività permesse dal Dpcm sul Covid in vigore all'inizio di questa settimana speciale in ogni senso del termine. Un comportamento adottato forse per esorcizzare la seconda Pasqua consecutiva (con annessa Pasquetta, come ovvio) vissuta da... reclusi.

Una 'festa comandata' in cui saranno banditi pic-nic e consueta gita fuoriporta il Lunedì dell'Angelo al pari di qualunque abituale occasione di incontro o festeggiamento il Venerdì e il Sabato Santo. Senza contare i sentimenti religiosi dei cattolici che non sarà possibile 'assecondare' in uno dei periodi dell'anno a più alto tasso di misticismo. Nella fattispecie parliamo, in maniera particolare, delle tradizionali sentitissime celebrazioni eucaristiche come la secolare Naca (la Via Crucis per le vie del centro storico cittadino a Catanzaro, non fermatasi neppure durante il terribile periodo della guerra), ma anche i Sepolcri o la Passione di Cristo, che non potranno - neppure lontanamente - assomigliare al bagno di folla vissuto fino al 2019 e saranno per lo più sostituiti da qualche evento in streaming. Un pallido, anche se ammirevole per chi lo realizzerà, succedaneo.

E che ci riporteranno al 'clima pesante' di circa dodici mesi orsono quando su tutti noi incombeva una cappa di paura e frustrazione. Ecco forse perché, in giorni normalissimi sembra regnare un'atmosfera da pieno agosto, eccezion fatta per i caratteristici bagni e le altrettanto ricorrenti grigliate. Unica nota stonata le troppe persone, giovani e ragazzi più di tutti gli altri ma anche qualche anziano (roba da matti, verrebbe da esclamare, sulla base del rischio potenzialmente mortale che corrono certe categorie di soggetti come appunto gli appartenenti alla terza e quarta età), privi di mascherine mentre girano o chiacchierano in gruppo. 

Una mancanza di responsabilità e rispetto per la salute pubblica, oltreché propria, che al di là di essere moralmente inaccettabile per i tanti sacrifici sopportati dall'intera comunità può aggravare ulteriormente una situazione già di per sé complicatissima. Ai limiti della sostenibilità. 

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