Riciclavano auto rubate: sgominata banda a Crotone

Sei ordinanze cautelari e altri dodici indagati per l’operazione messa a segno dai carabinieri di Cirò Marina. I mezzi venivano rubati in Italia  

18 gennaio 2019
15:14
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Carabinieri
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"Ripulivano" auto rubate, reinserendole sul mercato dopo averne falsificato targhe e documenti. Sono sei le persone arrestate e dodici quelle indagate, tra cui un funzionario della motorizzazione civile di Crotone, nell'ambito dell'operazione "Clone" eseguita stamane dai carabinieri del comando provinciale della città calabrese e della compagnia di Cirò Marina. I militari hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dal gip Romina Rizzo su richiesta della Procura della repubblica di Crotone. 


L'indagine, coordinata dal sostituti procuratori Alfredo Manca, è partita dall'intuizione di un carabiniere del Norm di Cirò Marina che, eseguendo un normale controllo su un'auto, si è accorto che qualcosa non andava nel numero di telaio. Ne sono scaturiti il sequestro dell'auto e gli approfondimenti del caso. L'auto sequestrata a Cirò Marina aveva lo stesso numero di telaio di una vettura circolante in Spagna. I carabinieri hanno poi scoperto un sistema ben collaudato che aveva base nel Crotonese con complicità all'interno della Motorizzazione dove le pratiche venivano eseguite senza eccessivi controlli. 

 

Gli arrestati sono Antonio Anania, 46 anni, Mario Filippelli, di 43, Salvatore Papaianni, 44 anni, Francesco Maietta, 39 anni, tutti di Cirò Marina; Franco Donato Farace, 64 anni, e Lino Farace, 44, entrambi residenti a Torino. Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, ricettazione, riciclaggio, falso in atto pubblico, impiego di beni da provenienza illecita. A capo dell'organizzazione, secondo l'accusa, c'erano Mario Filippelli, Salvatore Papaianni ed Antonio Anania, gli ultimi due gà in carcere per l'operazione Stige. 


Attraverso l'agenzia di pratiche auto di Francesco Maietta, partiva l'iter per l'immatricolazione in Italia di auto con documentazione spagnola. Si trattava di auto rubate in Italia, per lo piu' in Campania, alle quali veniva modificato il numero di telaio in base ai documenti ottenuti dal paese iberico. Auto di fascia media alta venivano cosi' "clonate" e rivendute, a prezzi molto piu' bassi rispetto a quelli di mercato, come usate attraverso le concessionarie di Mario Filippelli a Ciro' Marina e di Lino e Franco Donato Farace a Torino. Sono state sequestrate anche alcune auto. Tra gli indagati anche gli acquirenti, accusati di ricettazione.

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