Accusò Gratteri, il Csm ora respinge l’istanza di Lupacchini contro la sua sostituzione

L’ex Procuratore generale di Catanzaro era stato trasferito in seguito alle critiche pubbliche rivolte al capo della Dda. Rigettato anche il ricorso dell’ex Procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla: il «rammarico» dell’avvocato di entrambi

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di Redazione
7 maggio 2020
12:30
Lupacchini e Gratteri
Lupacchini e Gratteri

Trasferito con un provvedimento cautelare dalla Sezione disciplinare a seguito di critiche pubbliche rivolte al procuratore Nicola Gratteri, l'ex Procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini si è visto respingere ieri dal Consiglio superiore della Magistratura l'istanza con cui chiedeva di bloccare il bando di concorso per la sua sostituzione.

 

La stessa sorte è toccata all'ex procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla. Esprime «stupore» per la decisione, che ha diviso il plenum (9 i si, 5 i no e 10 astenuti), l'avvocato Ivano Iai che difende entrambi e ha impugnato i relativi trasferimenti davanti alle Sezioni unite civili della Cassazione che hanno rinviato la trattazione per l'emergenza coronavirus. «Nella motivazione del rigetto risulterebbe prevalere l'esigenza di assicurare la continuità della funzione pubblica rispetto alla natura provvisoria e cautelare delle ordinanze trasferimento dei due magistrati» sottolinea il legale esprimendo «rammarico» per una decisione che «elude» i diritti dei suoi assistiti. «Peraltro è stato proprio il Csm, con due ordinanze della Sezione disciplinare – sottolinea - a interrompere la funzionalità e continuità degli Uffici oggi inopinatamente considerati vacanti e perciò messi a concorso, allontanandone i vertici in plateale assenza di elementi solidi e gravi ed esigenze cautelari concrete».

 

Il legale, annunciando nuove iniziative, ricorda che al momento del trasferimento Lupacchini «esercitava le sue funzioni di Procuratore generale, evidentemente scomode e sgradite per i continui richiami al rispetto delle regole di collegamento investigativo e coordinamento tra le Procure del Distretto di Catanzaro, segnalate al ministro della Giustizia e da questi ignorate». Mentre Facciolla «stava da tempo approfondendo nelle sue indagini le commistioni tra politica e malaffare nella prospettiva di riportare la legalità nel circondario del Tribunale di Castrovillari».

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