La protesta

Coltivava cannabis a scopo terapeutico, ora rischia il carcere. Cappato: «Una violenza istituzionale»

Il leader dell'associazione Luca Coscioni si è presentato questa mattina davanti al Consiglio regionale per sostenere l'appello del 24enne che rischia di essere condannato perchè «si è visto negare dalla Sanità regionale la sua medicina poiché non prevista dal sistema locale»

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di Redazione
30 luglio 2021
13:57

Marco Cappato, leader dell'associazione Luca Coscioni, si è presentato questa mattina davanti al Consiglio Regionale della Calabria per sostenere l'appello lanciato da Cristian Filippo tramite la campagna Meglio Legale.

«L'impossibilità di accedere liberamente e gratuitamente alla cannabis terapeutica è una violenza istituzionale» ha detto Cappato. Cristian Filippo, 24enne di Paola, comune del Cosentino, è scritto in una nota, è affetto da fibromialgia, «patologia che provoca dolori lancinanti. In regolare possesso di una prescrizione medica, Filippo si è visto negare dalla Sanità regionale la sua medicina poiché non prevista dal Sistema locale. Il giovane - prosegue la nota - ha quindi deciso di coltivare due piante in casa: una scelta obbligata, spinta anche dalla volontà di non rivolgersi al mercato nero, che lo porta oggi a rischiare fino a sei anni di carcere  essendo stato arrestato nel 2019 per coltivazione di sostanza stupefacente».


«Legale da 14 anni - è scritto nella nota», la cannabis terapeutica è riconosciuta a livello internazionale per la sua efficacia su molte patologie, tante delle quali riguardanti i sintomi del dolore cronico. Tra le malattie per le quali questo tipo di terapia è particolarmente indicato c'è anche la fibromialgia, patologia dalla quale è affetto il 24enne di Paola».

Prescrivere la cannabis medica in Italia, prosegue la nota, «è assolutamente lecito anche se molti cittadini che ne fanno uso denunciano da tempo la difficoltà a rintracciare il farmaco in maniera continuativa e in quantitativi adeguati. Queste difficoltà si trasformano direttamente in impossibilità in tre regioni italiane: Valle d'Aosta, Molise e Calabria. Queste tre infatti, non hanno un decreto regionale per recepire le direttive del Ministero della Salute che prevedono la possibilità di curarsi con questo tipo di terapia. Quella di Filippo è solo una delle tantissime storie che quotidianamente vengono raccolte da Meglio Legale e dall'Associazione Luca Coscioni". "Seguiremo e aiuteremo le persone per liberarsi da questa violenza istituzionale" ha concluso Cappato. Una soluzione, conclude la nota, "sarebbe a portata di mano: in Commissione Giustizia è in discussione la proposta Magi-Licatini che permetterebbe la coltivazione domestica e consentirebbe ai pazienti e ai consumatori di non incorrere in problemi giudiziari ed avere libero accesso alla propria terapia».

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