Confisca beni in Veneto a imprenditore calabrese presunto affiliato ai clan

Sigilli a una ditta edile, case e terreni per un valore di oltre 500mila euro. Il 44enne sarebbe storicamente legato al sodalizio 'ndranghetistico emiliano

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di Redazione
20 dicembre 2019
09:19

La Dia di Padova ha dato esecuzione, nelle province di Vicenza e Verona, al decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Bologna, nei confronti dell’imprenditore F.F., 44 enne originario della provincia di Crotone, ma da tempo domiciliato in Veneto, titolare di una ditta operante nel settore dell’edilizia e presunto affiliato al sodalizio ‘ndranghetistico emiliano, storicamente legato alla cosca 'Grande Aracri' di Cutro.

 


Nei suoi confronti è stata applicata la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di cinque anni, con obbligo di dimora nel Comune di effettivo domicilio. L'uomo, arrestato a gennaio del 2015 nell’ambito dell'operazione 'Aemilia' e condannato nel 2017 con sentenza della Corte di Appello di Bologna, dichiarava redditi non consoni all'effettivo patrimonio posseduto. La confisca ha interessato una ditta edile con sede a Lonigo (VI), quote sociali, beni strumentali dell’attività, 13 rapporti di credito e finanziari, 5 unità immobiliari, 4 terreni adibiti a fondo agricolo e 1 autovettura di grossa cilindrata, per un valore complessivo di oltre 500 mila euro.

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