La manifestazione

Corigliano Rossano in piazza per dire no alla ‘ndrangheta. Il sindaco Stasi: «Lo Stato ha rinunciato a sorvegliare»

VIDEO | Flash mob nel centro storico contro la criminalità organizzata dopo l'escalation di violenza degli ultimi giorni. Presenti il prefetto Guercio, l’arcivescovo Aloise, sindacati e associazioni

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di Matteo Lauria
1 agosto 2021
15:25

In piazza per dire no alla pervasività della criminalità organizzata. Arriva, seppure con qualche difficoltà di gestione, la reazione della società civile alla grave sequenza di episodi delittuosi che si sono consumati negli ultimi giorni in città. Importante la presenza del prefetto di Cosenza Cinzia Guercio che ha ribadito la necessaria collaborazione della comunità per aiutare lo Stato a sconfiggere la ‘ndrangheta. L'arcivescovo di Rossano-Cariati Maurizio Aloise ha salutato con favore l’iniziativa sottolineando come fede e delinquenza non possono coesistere. E poi il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, che ha chiesto a gran voce una maggiore presenza dello Stato, le cui politiche si sono rivelate deleterie per il territorio rinunciando nell’azione di sorveglianza.

Al flash mob - al grido di "A Corigliano-Rossano non attacca" - hanno preso parte le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, movimenti civici e rappresentanti di partito. Importante il messaggio partito dalla città di Corigliano-Rossano, rivolto prevalentemente agli organi dello Stato: il territorio è stato gradualmente e gravemente depotenziato.


Le rivendicazioni 

Tra le richieste: la riapertura dell’ex tribunale di Rossano, l’elevazione a distretto del Commissariato di pubblica sicurezza di Corigliano-Rossano e l’elevazione a unico gruppo (e non a reparto) delle due compagnie dei Carabinieri presenti a Corigliano e Rossano. Il sindaco Stasi ha anche parlato di personale dei Vigili del fuoco sottodimensionato.

Il contesto presenta caratteristiche preoccupanti, complessivamente  di allarme sociale. Il reclutamento nella malavita organizzata avviene facilmente e non tanto per attitudini criminali dei soggetti coinvolti ma per mancanza di lavoro. È proprio questo, il lavoro, uno degli antidoti per combattere e sottrarre manovalanza ai clan. Sono pochi i soggetti con vere attitudini criminali, la gran parte non trova un'occupazione e viene intercettata. È quello che sta accadendo nel mercato della droga, d’altronde, dove molti giovani insospettabili spacciano all’insaputa dei genitori per guadagnarsi qualcosa.

Flash mob riuscito come messaggio, ma una maggiore partecipazione gli avrebbe sicuramente dato più forza.

Giornalista
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