Corigliano Rossano, palasport Insiti: la politica si mobilita ma forse è troppo tardi

VIDEO L’assessore Mauro Mitidieri ha incontrato l’avvocatura comunale. Il movimento politico L'Italia del Meridione parla di «totale vergogna», ma a giugno inizia la causa di usucapione intentata da un privato 

di Matteo Lauria
28 marzo 2021
15:10

C’è sete di verità sul palazzetto dello sport di Insiti a Corigliano-Rossano. L’assessore alla trasparenza Mauro Mitidieri ha incontrato l’avvocatura comunale per fare il punto della situazione in vista dell’udienza che si terrà a giugno pendente al tribunale di Castrovillari in cui il privato possessore del bene rivendica la proprietà attraverso la domanda di usucapione.

Spunta un ricorso depositatoda Comune nel periodo l'ente era commissariato (gestione Bagnato) rivolto alla presidenza della Repubblica. Poco o nulla si sa circa i contenuti. Nei prossimi giorni l’assessore Mitidieri incontrerà i componenti della conferenza dei capigruppo per aprirsi poi all’ipotesi di un consiglio comunale sull’argomento. Nel frattempo l’argomento in città prende sempre più corpo. Il movimento politico L'Italia del Meridione giovani incalza e parla di una vera e propria «pagina di vergognose negligenze e indubbie situazioni comiche». Il coordinatore Stefano Viteritti sottolinea come questa struttura sia nata «per valorizzare il territorio, punto di riferimento per moltissime discipline sportive in origine, ecomostro per il territorio di Corigliano Rossano, preso di mira da atti vandalici e terreno per coltivazione di ortaggi adesso».


La puntata dedicata de "L'Inviato speciale"

Il palazzetto dello sport è stato al centro di una delle puntate di Michele Macrì de “L’Inviato speciale” sul nostro network. Interviste a tutto campo, tra risposte, mezze risposte e silenzi. La trasmissione fece clamore e da allora si moltiplicano incontri, iniziative e prese di posizione. «Tra udienze e procedimenti -continua Viteritti- rimane la vergogna di tutta una vicenda che moltissimi hanno tirato in ballo con proposte e quesiti che non hanno mai trovato risposta o quantomeno nessuno ha mai avanzato alla possibilità di riqualificare un qualcosa che originariamente serviva a valorizzare un intero territorio. Chiediamo una ferma presa di posizione, anche se ormai, vista l’imminente udienza in tribunale, l’amministrazione comunale ha perso la possibilità di decidere in prima persona su qualcosa di nostra proprietà. Le soluzioni per riportare tutto alla normalità ci sono e aspettano solo di uscire da un cassetto chiuso da troppo tempo. Arrivare sempre con l’ultimo treno non paga e provoca danni che per un territorio come il nostro possono risultare fatali».

 

 

 

 

 

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