Corigliano-Rossano, sequestrato il depuratore: tra gli indagati il sindaco Stasi

Sotto la lente della procura di Castrovillari lo smaltimento illecito delle acque reflue. Stamattina i sigilli all'impianto di contrada Seggio-Amica. Coinvolti anche dirigenti e funzionari comunali

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di Matteo Lauria
27 gennaio 2021
11:27

Finisce sul registro degli indagati il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi nell’ambito di una vicenda che ruota attorno alla gestione degli impianti di depurazione. Nel caso di specie, il sistema di essiccazione dei fanghi di contrada Seggio-Amica.

Questa mattina è stato notificato al Comune di Corigliano Rossano il decreto di sequestro dell’impianto via pec, mentre il primo cittadino risulta iscritto sul registro degli indagati. Si tratta di cassonetti utilizzati per il trattamento di fanghi, essiccati e poi smaltiti. Indagati anche dirigenti e funzionari comunali, in particolare: Giuseppe Graziani (dirigente), Francesco Favaro (incarico con funzioni dirigenziali), Francesco Amica (dirigente).


Il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Veronica Rizzaro. Tra i reati contestati l’abbandono incontrollato di rifiuti derivanti dalle acque reflue in quantità superiori ai limiti previsti dalla legge, con gravi violazioni alle procedure di smaltimento. Si prefigura l’ipotesi di stoccaggio abusivo di rifiuti speciali non pericolosi. A tal riguardo, nei giorni scorsi, gli uomini della Capitaneria di Porto di Corigliano Rossano hanno sottoposto a sequestro probatorio l’impianto di depurazione. Stoccati irregolarmente, secondo l’accusa, 84 metri cubi di fanghi di depurazione, contenuti in tre strutture di cemento armato adibiti a letti di essicamento.

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